2015

  • i pellegrini di “Una Terra, Una Famiglia Umana"

    Lo scorso 6 ottobre hanno fatto sosta a Castiglion Fiorentino i pellegrini di “Una Terra, Una Famiglia Umana".
    Partiti da Roma, hanno proseguito per Parigi dove hanno richiamato l’attenzione dei partecipanti alla Conferenza Mondiale sul Clima sui drammatici effetti ambientali e sociali del cambiamento climatico.
    I protagonisti hanno condiviso la loro esperienza con pochi (purtroppo) concittadini e parrocchiani.
    Il pellegrinaggio è ideato da un movimento di cui fanno parte persone di diverse comunità religiose e della società civile, guidato da Yeb Sano, ex negoziatore sui cambiamenti climatici della Repubblica delle Filippine; per la tratta italiana era organizzato da FOCSIV – Volontari nel Mondo con la collaborazione della Coalizione Italiana per il Clima.

  • ... e canta con noi questa vita

    serata di canti giovanili anni 60/70 dalla Messa Beat al Gen Rosso

    Domenica 15 Marzo ore 21:00 Chiesa del Rivaio apri il volantino

  • …E canta con noi questa vita

    UN VIAGGIO MUSICALE TRA I CANTI DI ISPIRAZIONE RELIGIOSA DEGLI ANNI ‘60/’70

    …E canta con noi questa vita

    Gran bella serata quella vissuta domenica 15 marzo nella chiesa del Rivaio!!!!

    È andato in onda un pezzo di storia dei nostri gruppi giovanili: tanti ricordi legati a musiche e canti vecchi di qualche decennio, che sono stati ripresentati non in chiave nostalgica, ma con l’intento di trasmettere alle generazioni venute dopo la bellezza del gruppo, dello stare insieme, di un’amicizia che aiuta a scoprire l’amico per eccellenza, Gesù!

    In effetti, le canzoni presentate nella serata voluta dalla Corale Mariotti e realizzata con l’aiuto di tanti amici, sono andate a ripercorrere l’evoluzione dei canti giovanili ad ispirazione religiosa, dagli anni della “Messa Beat” fino alle canzoni del Gen Rosso.

    I più “anziani” del gruppo, che hanno un vago ricordo dei complessi che suonavano alla messa in alcune occasioni, hanno espresso la loro riconoscenza per quanto hanno ricevuto dal carissimo P. Piero Topini, che ha saputo trasmettere a loro l’amore per questa musica.

    Degni di positiva nota i musicisti che, armati di basso, chitarre elettriche, tastiera e batteria, hanno creato nel Santuario un clima nuovo e gioioso, in particolare i giovanissimi chitarristi Alice e Lorenzo, e a Mina… la più giovane canterina!

    Un ringraziamento per la disponibilità va al nostro parroco P. Marcello che non solo ha appoggiato l’iniziativa, ma si è lasciato anche coinvolgere come cantore.

    Grazie anche al numeroso pubblico… se qualcuno pensava di schiacciare un pisolino, alla fine è stato trascinato dal ritmo di una serata che è volata via velocemente.

    Personalmente ho vissuto tutto con una grande gioia!

    Per gli amici con cui abbiamo passato il tempo fin dalle prove; perché mi venivano alla mente i miei primi passi nell’allora Gruppo Giovani Rivaio (con Paolo, Mauro, Stefano e gli altri), quando uscire di casa voleva dire andare “sotto il campanile”, ma anche per la felicità di suonare la batteria proprio nella mia parrocchia!

    cantaconnoi

    Adesso i propositi sono tanti, primo fra tutti quello di riproporre la serata durante l’estate al Villaggio del Giovane… in attesa che ci propongano una tournée! Vedremo…..

    Di sicuro un gran bella serata vita vissuta nel nostro Santuario!


    Fabio

  • “Signore, disarmali! Signore disarmaci!”

    Avvenire, 15 novembre 2015 di ENZO BIANCHI

    Così pregavano al cuore della bufera algerina i monaci trappisti di Tibhirine. E, in chi crede, tale preghiera sorge spontanea di fronte a efferatezze che di umano hanno solo il raziocinio con cui vengono progettate e realizzate. È un nuovo pezzo incandescente di quella “terza guerra mondiale” parcellizzata nella quale non si riesce a capire – o i pochi non vogliono che i molti capiscano – chi arma chi e a che scopo. Disarmare chi uccide senza pietas pare al di là delle nostre forze, come pure supera le nostre capacità il disarmare i nostri sentimenti e renderli degni di quell’umanità che non riconosciamo nell’altro quando assume i tratti del carnefice. Per questo l’autentico disarmo, interiore ed esteriore, è da invocare da Dio come dono ed è da ricercare con le nostre forze come profezia. Disarmati, potremmo forse trovare il tempo e la lucidità per porci interrogativi che oggi l’angoscia e il pianto soffocano nella rabbia dell’impotenza. Siamo di fronte a disperati che seminano disperazione? Oppure cinici burattinai stanno giocando al massacro in una lotta di potere che gli uni rivestono di un manto religioso sempre più abusato e falso e gli altri abbelliscono con richiami ipocriti a valori negati nei comportamenti verso gli altri?
    Purtroppo solo il terrorismo sembra capace di causare l’insurrezione delle nostre coscienze, ma noi non vogliamo vederne le cause, né assumerci le responsabilità per tutte le situazioni che lo hanno favorito o che ne diventano l’humus. La rivolta delle nostre coscienze dovrebbe avvenire non solo quando siamo colpiti nella nostra Europa ma sempre, quando si scatena la barbarie e uomini, donne e bambini ne sono vittime: si pensi a quanto avviene quotidianamente in Siria o in Iraq… Ovunque un essere umano è ucciso, l’umanità intera dovrebbe sentirsi ferita.
    Parlare di tragica spirale di violenza non è figura retorica: quando ci si lascia trascinare nel vortice della morte e si cerca di venirne fuori con armi speculari e contrapposte, quando si vede il turbine montare e ci si avvita a ritroso per incolpare gli uni o gli altri di averne innescato il moto, allora la velocità stessa del vortice accelera, fino a travolgere tutto: i fini perversi come le buone intenzioni, i torti e le ragioni, i giusti e i malvagi, i sommersi e i salvati.
    “Non c’è giustificazione né religiosa né umana” per simili atti, ha proclamato con voce rotta papa Francesco. Perché la religione non implica guerra e morte violenta, mentre la ragione umana è contraddetta alla radice dalla negazione dell’umanità del proprio simile. Rispondere da esseri umani e da credenti a gesti disumani e contrari alla religione implica allora il ripudio dell’“occhio per occhio” e il fondare i nostri gesti su ciò che è giusto e retto,
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    su ciò che la dignità dell’uomo e la volontà di Dio mostrano al nostro intimo come fonte di shalom, di pace e vita piena. E non cedere alla logica della morte che invoca altra morte.
    Il giorno dello scoppio della seconda guerra mondiale, così scriveva il poeta Wystan Auden: “Senza difesa il nostro mondo / giace sotto la notte attonito; / eppure, accesi ovunque, / ironici punti di luce / lampeggiano là dove i Giusti / si scambiano i loro messaggi: / oh, che io possa, composto come loro / d’Eros e di polvere, / assediato dalla medesima / negazione e disperazione, / mostrare una fiamma affermativa”.
    Ecco, possano i nostri silenzi oranti, le nostre parole accorate, le nostre azioni meditate, le nostre vite donate mantenere acceso un lucignolo affermativo, così che altri possano a loro volta mostrare una fiamma di speranza. “Se questo è un uomo”, invitava a chiederci Primo Levi nel baratro del disumano: non rassegniamoci a ripetere la stessa domanda dopo settant’anni e altri milioni di morti di una tragica guerra a puntate.

  • 2015: significato del Palio dedicato alla Madonna

    L’intervento del Parroco sul "Giornale del Palio"

    Quale significato può avere oggi – 2015 – un Palio dedicato alla Madonna?

    Credo che la risposta più immediata a questa domanda possa essere trovata nella funzione di collegare la nostra fede – fatta anche di devozione, ma non solo – alla vita quotidiana.

    La persona che inizia la giornata affidandosi a Dio, magari per intercessione di Maria, intende ricordarsi che Dio non sarà escluso dalle vicende concrete di quella giornata; sarà il Dio presente – l'Emanuele, il DIO CON NOI – che non rimane chiuso tra le quattro mura della Chiesa o lontano nell’alto dei cieli, ma lo accompagna, sostenendo le sue gioie e consolandolo nei momenti di stanchezza, fatica e tristezza. La vita di quella persona diventa, così, fede incarnata.

    Allo stesso modo, dedicare il Palio alla Madonna delle Grazie, invocarla nei giorni precedenti la gara (in modo particolare il martedì 16 giugno, al momento di preghiera a cui sono invitati a partecipare in modo forte i membri dei tre rioni della nostra città) e ringraziarla dopo lo svolgimento del Palio (ringraziamento che, continuo a pensare, dovrebbe essere un dovere-piacere non solo per il rione vincitore ma, come in piccola parte già avviene, anche per i rioni perdenti) è il nostro modo per includere Maria, e per mezzo di lei il Buon Dio del quale lei è Madre, in questo atto concreto della nostra vita cittadina.

    Non ignoro i lati meno sportivi del Palio, i giochi compiuti sotto-banco, etc. – tipici di questo tipo di manifestazioni (e forse della vita stessa?) ormai difficilmente evitabili “regole del gioco” – ma l‟affidamento alla Madre di Dio ci permette di sentire Dio stesso presente in ciò che facciamo: sia quando, nello sport come nella nostra vita, giochiamo pulito, sia quando lo facciamo in modo sporco, Dio che ci ama prima che noi amiamo Lui e il prossimo (Prima Lettera di Giovanni capitolo 4, versetto 10) ci è vicino, gioisce con noi dei nostri successi e ci sostiene continuando ad avere fiducia in noi anche quando facciamo fatica e pecchiamo. E ci dona la forza per provare ad essere sempre più leali e “veri”, così come leale e vero è Lui.

    Rivolgerci alla Vergine delle Grazie, quindi, ci aiuta ad avvicinarci alla GRAZIA - Gesù stesso - per chiedere al Buon Dio le grazie che ci stanno a cuore.

    Puntare il nostro sguardo verso Maria, essere umano come noi, è confermare la nostra fede in Dio che – come ha fatto in lei – compie grandi cose anche in ciascuno di noi.

    L'augurio per questo Palio – e per tutto l'anno – è quindi che, come Maria, sappiamo vivere nella concretezza quotidiana i valori umani e cristiani, permettendo al Buon Dio, che fa nuove tutte le cose, di continuare ad accompagnarci e aiutarci a crescere. Crescere non solo imitando in modo meccanico il passato, ma, forti delle esperienze passate, sapendo camminare OGGI come uomini e donne leali, onesti e fiduciosi in se stessi, negli altri e in Dio.

     

  • 3^ elementare

    lunedì 30 marzo non c'è catechismo

    vi aspettiamo giovedì 2 aprile per la S. Messa e Lavanda dei piedi

    vederdì 3 aprile Via Crucis - ore 9 da Rivaio a Mammi, portare merendina

  • 5^ elementare

    Ad un mese dalla Festa del Perdono Vi ricordiamo gli appuntamenti e le scadenze sotto elencate:

    • 12 aprile Festa del Perdono ore 11:30 S.P. Chanel
    • 11 aprile ritiro dalle ore 09:00 alle ore 17:00 circa a Cozzano
    • Incontri con i genitori giovedì 19 e giovedì 26 marzo, ore 21:00 nel salone parrocchiale a Rivaio

    Il giorno del ritiro (11 aprile) ci sarà alle ore 15:00 un incontro con i genitori con possibilità anche di confessarsi per chi vuole.

    Il giorno della festa seguirà il pranzo a buffet nel salone parrocchiale, la parrocchia offre un primo piatto e i genitori penseranno agli antipasti e dolci.
    Il giorno della festa i bambini indosseranno il vestito della Prima Comunione.

  • Benedizione delle Famiglie 2015

    dal lunedì al giovedì - ore 15/19

    Lunedì 23 febbraio Le Piazze; casa Natalizi e strada Provinciale fino a via del Galletto; casa
    Cecchi fino a casa Farini; casa Benigni, fino a casa Ardenti.
    Martedì 24 febbaio Zona S. Antonino (ex scuola); strada del Pastificio (fino a incrocio con via
    Giò Batta Brilli); via Tavanti; via Martiri di Nassirya da n.154 a 140.
    Mercoledì 25 febbraio Albero Tondo; via Aretina (lato Esso fino a via Serristori); via Ghezzi; Via Valdarnini
    Giovedì 26 febbraio Via Umbro-Casentinese (dal Park Hotel); via Tizi; via Fergiolo, via Billi.
    Lunedì 2 marzo Via Gaci; via Ronda; Piazza Petri (dalla stazione fino a Viale Mazzini 142), via Fabianelli.
    Martedì 3 marzo Via Serristori (da fam. Cassai); via Serristori (da fam. Lucani); strada del
    Pastificio (da Via Serristori fino a Parco Rosa escluso); via Giò Batta Brilli
    Mercoledì 4 marzo Via della Misericordia (da fam. Mattesini a fam.Conti); via della
    Misericordia numeri 1, 3, 5, 7; via della Stazione; via Catani e via Borghi
    Giovedì 5 marzo Via Onesti; via Accademia dei Consumati e via dei Beroardi.
    Lunedì 9 marzo Via Madonna del Rivaio (da Le Fosse a fam. Cappioli); via Battisti;
    via Umbro-Casentinese (lato Villaggio da fam. Frappi a fam. Luconi);
    via Isonzo; via Umbro-Casentinese (lato Agip); case adiacenti al
    Consorzio e alla stazione FS.
    Martedì 10 marzo Viale Mazzini (dalle case GESCAL al n° 14 all’incrocio con la Statale);
    via Cupa; Largo Beato Mansueto (Parco Rosa); via Brogi.
    Mercoledì 11 marzo Via Pisacane; case adiacenti al vecchio consorzio;
    viale Mazzini (lato ACLI); via Don Minzoni e via Fratelli Cervi.
    Giovedì 12 marzo Viale Mazzini 101; via Cavour; via Spiaggina (fino alla Statale).
    Venerdì 13 marzo ORE 9 -12 via Arno e via Tevere
    Lunedì 16 marzo Via Piave; via Spiaggina (fino all’incrocio con via Cavour); via Ghizzi.
    Martedì 17 marzo Boscatello alto; via Aretina (lato Boscatello); via Romei e via Becci.
    Mercoledì 18 marzo Zona villa Fontina e Boscatello “nuovo”
    Giovedì 19 marzo Strada Apparita; via Salvi; via delle Bacerne; S. Antonino alto;
    via Madonna del Rivaio (da Porta Fiorentina a fam. Cortesi)
    Lunedì 23 marzo S. Antonino, dalla Statale verso Manciano.
    Martedì 24 marzo Cozzano, dalla Statale alla Chiesa.
         

  • Campo Estivo Giovani ANNULLATO

    ATTENZIONE

    il campo estivo
    a Passo Cereda
    del 23-29 agosto

    è stato ANNULLATO

    causa carenza di iscritti

  • CENA VILLAGGIO DEL GIOVANE

    cenavdg2015 flyerAMICI DEL VILLAGGIO DEL GIOVANE

    SABATO 25 APRILE, ORE 20

    Per finanziare il nuovo campo da calcetto in erba sintetica e gli spogliatoi

    Salone L.C. Colin (nuovo salone parrocchiale del Rivaio

    ingresso/parcheggio auto da Viale Mazzini

    Autli € 15 - Bambini € 10 - sotto i 5 anni gratis

    info e prenotazioni entro il 23 aprile: ALBERTO 347 7293099 - PAOLO 335 6380686

     
  • Coro Bambini

    Sta prendendo forma un nuovo progetto: catechisti e musicisti che animano abitualmente la Messa si stanno adoperando per

    formare un coro di soli bambini/e-ragazzi/e.

    L'iniziativa è aperta a tutti i bambini del catechismo.

    E' stata pensata una prova settimanale di giovedì dalle 18:15 alle 19:15.

    Chi desidera partecipare si può mettere in contatto con Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o con il Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

    Prima prova: giovedì 09 aprile, non mancate!!!

  • corso formativo caritas 2015/2016

    lettprescorsocartias1516

    Anche per questo la CARITAS ha pensato ad un corso formativo (nato grazie alla fattiva collaborazione con l'Istituto di Scienza Religiose Beato Gregorio X di Arezzo) che potesse dare continuità a quello svolto lo scorso anno.
    Il corso inizierà SABATO 24 OTTOBRE 2015, termine per l'iscrizione il 23/10/2015.

    Speriamo che possa essere di ampio interesse

    Per tutte le informazioni necessarie e delucidazioni potete fare riferimento a Teresa, responsabile del gruppo caritas della nostra parrocchia.


    Avv. Teresa Pontoriero

    • tel/fax +39-0575-048405
    • mobile +39-335-815 8335
    • email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Potete cliccare nelle immagini sotto per prendere visione della lettera di presentazione e del depliant illustrativo del programma con le tematiche che affronteranno e i relatori che interverranno.

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  • Esibizioni del coro dei bambini

    Il 19 giugno in occasione della rassegna di cori in onore della Madonna delle Grazie si esibirà anche il coro dei bambini!

    Il 25 giugno per festeggiare la chiusura dell'anno catechistico al Villaggio del Giovane.

    Partecipate numerosi!

  • Estate Ragazzzi 2015

    giochi estivi per bambini

    16-19 e 22-26 Giugno

    dalle 15:30 alle 19:00

    Anche quest'anno un inizio d'estate a tutto divertimento
    al Villaggio del Giovane!

    Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Estrazione Lotteria Pasqua Caritas

    Raccolti € 285,00 destinati alla Caritas

    Biglietti VINCENTI:

    67 BIANCO: uovo da 3Kg offerto da "Il Chicco"
    71 BIANCO: uovo da 2Kg offerto da "Il Chicco"
    88 ROSSO: buono da € 50 offerto da "Bike LR di Burroni Luca"

     

  • Etruria Faber Music

    Alla metà dello scorso mese di Aprile, l'associazione Etruria Faber Music, con il patrocinio della Diocesi, ha promosso la manifestazione "SONET VOX TUA", una rassegna corale ispirata a S. Cecilia. Sono state invitate a tenere una serie di concerti nelle varie zone della diocesi, le corali che prestano il loro servizio nell'animazione liturgica, a prescindere dal genere musicale eseguito: polifonia classica o moderna, canti tradizionali, canti ritmici. Alla fine di tutto le corali si sono date appuntamento in Cattedrale per eseguire assieme alcuni brani sacri. La nostra Corale Mariotti si è fatta apprezzare nel corso della serata che si è svolta ad Arezzo nella chisa di Saione, il 16 aprile.
    Lo sforzo organizzativo è stato notevole, ma l'iniziativa ha avuto il merito di valorizzare e condividere un impegno che qualche centinaio di cantori porta avanti con passione e spirito di servizio, ma non senza sacrificio. Alcuni di questi cori saranno ospiti al Rivaio in occasione della tradizionale rassegna in omaggio alla Madonna delle Grazie, in programma per il 19 Giugno.

  • Festa dei Campi

    Tutta la Comunità è invitata a partecipare alla

    FESTA DEI CAMPI

    Benedizione del lavoro e ringraziamento per i frutti della terra

    festadeicampi2015Sabato 23/05

    Ore 20:30S. Messa a S. Antonino - Benedizione ai 4 punti cardinali - Processione da S.Antonino a Cozzano Alto nella Veglia di Pentecoste.

    Sono invitati in modo particolare i Cresimandi e le loro famiglie

    Domenica 24/05

    Ore 10:00S. Messa Solenne a Cozzano con offerta dei frutti della terra e del lavoro da condividere con i poveri

    Ore 17:00Benedizione ai 4 punti cardinali - Rosario e Benedizione Eucaristica

     

    Dalle 17:30 FESTA INSIEME, PORCHETTA E ALTRO PER UNA MERENDA IN FERATERNA COMPAGNIA

     

    L'ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DELLA FESTA SONO AFFIDATE AI FESTIERI AI QUALI VA IL RINGRAZIAMENTO DELLA COMUNIT' PARROCCHIALE

  • Festa del Malato

    Domenica 07 giugno

    S. Messa alle 10:30 al Rivaio

    Seguirà Processione e pranzo.

    Alle 16:00 Rosario

  • Festa del SS Nome di Maria - 12 settembre

    SABATO 12 SETTEMBRE 2015

    FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI MARIA

    SALUTO DELLA COMUNITA' AL PARROCO PADRE MARCELLO

     

    ore 19 - S. Messa

    con la presenza di Mons. Gioacchino Dallara Vicario Episcopale

     

    (non c'è la messa delle 18 a S.P. Chanel)

     

    Al termine tutti sono invitati al buffet che seguirà nel Salone Colin

  • Festa della Madonna delle Grazie del Rivaio

    8 - 21 Giugno 2015

    Prima settimana

    Mercoledì 10, ore 21
    Preghiera nel Santuario animata dal Gruppo Famiglie
    Possibilità di confessarsi per tutti
    Venerdì 12, ore 21
    Serata di formazione guidata da Rita e Mario Navarrete, coppia di Arezzo “UNA TESTIMONIANZA DI COPPIA CRISTIANA”
    Sabato 13, ore 21
    Gara tra gli sbandieratori e musici - Piazza del Comune
    Domenica 14
    Tutte le SS. Messe saranno al Santuario della Madonna delle Grazie
    SS. Messe alle ore 8 – 9 - 10 (Con benedizione del Palio) – 11,30 - 19

    Seconda settimana

    Lunedì 15, ore 21:45
    finale del torneo di calcetto tra i Terzieri – Palazzetto dello sport
    Martedì 16, ore 21
    preghiera nel Santuario con la partecipazione dei Terzieri
    Mercoledì 17, ore 21
    Preghiera nel Santuario animata dai Giovani e dalle Catechiste
    Giovedì 18, ore 21
    Serata di formazione guidata da p. Marcello
    “LA FAMIGLIA NELLA BIBBIA: VIAGGIO TRA TESTI ED IMMAGINI”
    Venerdì 19, ore 21
    Tradizionale omaggio delle Corali alla Madonna
    Sabato 20, dalle ore 21:15
    Preghiera e Rosario nel Santuario, Concerto della Filarmonica Castiglionese davanti alla chiesa
    23:15 Preghiera con la presenza dei 3 presidenti e rappresentanze dei Rioni
    Considerato il momento di crisi vissuto da molte famiglie, la Parrocchia sceglie di non fare i Fuochi Artificiali, destinandone l'importo alla Caritas Parrocchiale
    Domenica 21
    SS. Messe: Santuario ore 8 - 10 - 12 - 19 / Cozzano ore 9 / S.Antonino ore 10 / Non ci saranno Messe a S.P.Chanel
    ore 10 Messa con le Autorità e i Rioni. Omaggio dei Rioni alla Madonna e investitura dei fantini
    ore 11 Benedizione dei cavallidavanti al Santuario e Corteo per portare il Palio alla Casa Comunale
    nel pomeriggio Corteggio storicoper le vie del Paese, a cui seguirà la disputa del PALIO DEI RIONI
    al termine Ringraziamento alla Madonna del Rivaio

    Nei giorni della Festa sarà aperta la Fiera di Beneficenza per coltivare la solidarietà.

    Il GRAZIE della Comunità al Gruppo Caritas e a quanti collaborano all’allestimento.

  • Giovedì 3 Dicembre

    Giovedì 3 Dicembre

    “Quando perdi. Non perdere la lezione” (Dalai Lama)

     

     

     Vangelo del giorno Matteo 7,21.24-27

    Preghiera

    Affascinate, cieli,con la vostra purezzaqueste notti d'invernoe siate perfetti!

    Volate più vive nel buio di fuoco,silenziose meteore,e sparite.

    Tu, luna, sii lenta a tramontare,questa è la tua pienezza!

    Le quattro bianche strade se ne vanno in silenzioverso i quattro lati dell'universo stellato.Il tempo cade, come manna, agli angoli della terra invernale.

    Noi siamo diventati più umili delle rocce,più attenti delle pazienti colline.

    Affascinate con la vostra purezza queste notti di Avvento,o sante sfere,

    mentre le menti, docili come bestie,stanno vicine, al riparo, nel dolce fieno,

    e gli intelletti sono più tranquilli delle greggi chepascolano alla luce delle stelle.

    Oh, versate, cieli il vostro buio e la vostra luce sulle nostre solenni vallate;e tu, viaggia come la Vergine gentileverso il maestoso tramonto dei pianeti,

    o bianca luna piena, silente come Betlemme! (Thomas Merton)

     

  • Giugno 2015 - BREVI

    Grazie ai Festieri per l'organizzazione della Festa dei Campi, che in parte ha risentito delle intempreanze del temo. Con l'auspicio che la benedizione del lavoro e dei suoi frutti sia vissuta da tutta la comunità con una partecipazione sempre più sentita.

    Visto il momento particolare, la parrocchia ritiene opportuno e coerente destinare alla Caritas l'equivalente della spesa per i fuochi di artificio.

    Chiusura dell'anno catechistico - Villaggio del Giovane 25 Giugno

    Benedizione delle Famiglie: Sono stati raccolti € 14725. Grazie per la generosità anche in questi tempi difficili.

    Villaggio del Giovane: In occasione della cena di finanziamento si è ricavato un utile di 1190 euro che andranno a finanziare la risistemazione del campo da calcetto già in funzione a pieno ritmo.

    Grazie a chi ha partecipato e a chi ha allestito. Sosteniamo il Villaggio anche con la presenza....e qualche turno di servizio!

    Per approfondire il tema del gioco d'azzardo richiamato in questo numero veder il sito dell'associazione aretina MI RIMETTO IN GIOCO http://www.mirimettoingioco.org

     

  • Hanno ricevuto il Sacramento della Cresima lo scorso 26 settembre:

    Camilla Agnelli, Leonardo Angori, Luca Arrigucci, Marco Billi, Francesca Bolognini, Selene Buda, Andrea Capecchi, Gian Maria Cerini, Gerlando Contaldi, Irene Contemori, Tommaso Cristofoletti, Kevin Gallorini, Chiara Ghezzi, Alessandro Giuda, Matteo Luconi, Niccolò Milighetti, Gabriele Pallotti, Elia Panichi, Giulio Giovanni Pellegrini, Marco Riccardi, Consuelo Righi, Maddalena Rosai, Samuele Rosi, Leonardo Salvietti, Thomas Tiezzi

  • I Domenica di Avvento

    I Domenica di Avvento – 29 Novembre

    state attenti a voi stessi (Lc. 21,24)

    La prima candela si chiama “Candela del Profeta “ ed è la candela della Speranza!

    Preghiera

    Vieni e rinasci in noi, sorgente della vita; vieni e rendici liberi, principe di pace.

    Vieni e saremo giusti, seme della giustizia; vieni a risollevarci, figlio dell'Altissimo.

    Vieni ad illuminarci, luce di questo mondo: vieni a rifare il mondo, Gesù, figlio di Dio!

    (Didier Romoud)

    Meditazione

    Entriamo nel tempo dell’avvento, il tempo della memoria, dell’invocazione e dell’attesa della venuta del Signore. Nella nostra professione di fede noi confessiamo: “Si è incarnato, patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò secondo le Scritture, verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”.

    La venuta del Signore fa parte integrante del mistero cristiano perché il giorno del Signore è stato annunciato da tutti i profeti e Gesù più volte ha parlato della sua venuta nella gloria quale Figlio dell’Uomo, per porre fine a questo mondo e inaugurare un cielo nuovo e una terra nuova. Tutta la creazione geme e soffre come nelle doglie del parto aspettando la sua trasfigurazione e la manifestazione dei figli di Dio (cf. Rm 8,19ss.): la venuta del Signore sarà l’esaudimento di questa supplica, di questa invocazione che a sua volta risponde alla promessa del Signore (“Io vengo presto!”: Ap 22,20) e che si unisce alla voce di quanti

    nella storia hanno subito ingiustizia e violenza, misconoscimento e oppressione, e sono vissuti da poveri, afflitti, pacifici, inermi, affamati. Nella consapevolezza del compimento dei tempi ormai avvenuto in Cristo, la chiesa si fa voce di questa attesa e, nel tempo di Avvento, ripete con più forza e assiduità l’antica invocazione dei cristiani: Maranathà!Vieni Signore!

    San Basilio ha potuto rispondere così alla domanda “Chi è il cristiano?”: “Il cristiano è colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene”.

    Ma dobbiamo chiederci: oggi, i cristiani attendono ancora e con convinzione la venuta del Signore? È una domanda che la chiesa deve porsi perché essa è definita da ciò che attende

    e spera, e inoltre perché oggi in realtà c’è un complotto di silenzio su questo evento posto da Gesù davanti a noi come giudizio innanzitutto misericordioso, ma anche capace di rivelare la giustizia e la verità di ciascuno, come in- contro con il Signore nella gloria, come Regno finalmente compiuto nell’eternità. Spesso si ha l’impressione che i cristiani leggano il tempo mondana- mente, come uneternum continuum, come tempo omogeneo, privo di sorprese e di novità essenziali, un infinito cattivo, un eterno presente in cui possono accadere tante cose, ma non la venuta del Signore Gesù Cristo!

    Per molti cristiani l’Avvento non è forse diventato una semplice preparazione al Natale, quasi che si attendesse ancora la venuta di Gesù nella carne del- la nostra umanità e nella povertà di Betlemme? Ingenua regressione devota che depaupera la speranza cristiana! In verità, il cristiano ha consapevolezza che se non c’è la venuta del Signore nella gloria allora egli è da compiangere più di tutti i miserabili della terra (cf. 1Cor 15,19, dove si parla della fede nella resurrezione), e se non c’è un futuro caratterizzato dalnovumche il Signore può instaurare, allora la sequela di Gesù nell’oggi storico diviene insostenibile.

    Un tempo sprovvisto di direzione e di orientamento, che senso può avere e quali speranze può dischiudere? (Enzo Bianchi)

  • Il cammino continua... anche se cambiano i compagni di viaggio

    Gesù Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due.

    (Vangelo secondo Marco, capitolo 6, versetto 7)

     

    Care Parrocchiane e cari Parrocchiani,

    questo versetto, tratto dal Vangelo letto domenica scorsa, ci ricorda che la nostra fede è un essere in cammino, in compagnia gli uni degli altre e delle altre e del buon Dio che sempre ci sostiene, ci consola e ci invia ad ogni persona per portare il suo sorriso e la sua benedizione. Dio, poi, non solo ci invia, ma ci chiede di restare in quella casa solo il tempo necessario, e poi andare verso altre case e altri fratelli e sorelle.

    Come ho detto sempre domenica scorsa al termine delle Messe, questo versetto ci aiuta ad inserire in un contesto di fede ciò che come comunità cristiana stiamo vivendo e vivremo nelle prossime settimane.

    Il cammino continua, anche se cambiano i compagni di viaggio. Infatti, a motivo dei troppi altri impegni (economo dei padri italiani e consigliere del provinciale Europeo), che mi portano via dalla Parrocchia un paio di settimane al mese, ho visto insieme ai miei superiori che si rivela necessario lasciare l'incarico di Parroco del Rivaio. È una scelta sì condivisa, ma non per questo meno dolorosa. È però, allo stesso tempo, una scelta che apre alla speranza, nella certezza che la comunità parrocchiale del Rivaio continuerà camminare e a crescere nella fede, speranza e amore sotto la guida del nuovo parroco e che tutti voi saprete continuare a provare a vivere e annunciare il Vangelo oggi e qui a Castiglion Fiorentino.

    Emanuele Di MareIl nuovo parroco sarà p. Emanuele DI MARE, lucano d'origine, attualmente vice-parroco in una nostra Parrocchia della Basilicata (Marconia, nel comune di Pisticci).

    Io verrò trasferito a Moncalieri per un anno, dopodiché si vedrà. I tempi tecnici per il passaggio delle consegne verranno definiti a breve, soprattutto in base agli impegni già presi da p. Emanuele. Conto, comunque, di trasferirmi verso la fine di settembre.

    So di poter contare, come sempre, sulla vostra preghiera, vicinanza ed amicizia. Anche io continuo (e continuerò!) a ricordarvi di fronte al buon Dio. E so, per averlo sperimentato personalmente, che saprete accogliere con gioia p. Emanuele ed affiancarvi a lui in questa nuova giornata di viaggio.

    Possa Maria, la madre della Grazia, intercedere per noi in questo momento di passaggio, perché possiamo guardare tutto con gli occhi della fede, e dire il nostro “si” nella certezza che Dio, che traccia il cammino, non ci lascia soli!

    14 Luglio 2015

    p. Marcello

  • Il Coro dei Bambini

    Si, credo proprio che il giovedì sia il mio giorno fortunato! E comunque è, senza dubbio, il mio giorno preferito da sempre! E quest’anno lo è diventato ancora di più!

    Quando, a metà settimana inoltrata, la stanchezza inizia a farsi sentire, ecco che arriva il giovedì e con lui la possibilità di ricaricarmi facendo qualcosa che mi piace, condividendo questa gioia con gli amici e offrendo anche un servizio alla comunità parrocchiale. Perché?
    Perché da tantissimi anni (da quando ero una bimba “del catechismo”) il giovedì è per me il giorno dedicato al coro!
    Sarà per questo che quando, a primavera, qualcuno nel consiglio pastorale ha proposto di provare a metter su un coro di bambini e ragazzi del catechismo, io ho dato subito la mia disponibilità. E sarà per questo che, quando il progetto, grazie a Carmen e Nicola – e alla spinta del nostro parroco (che quando intravede qualcosa di buono non molla) – ha iniziato a prendere forma concreta, e si è trattato di scegliere un giorno e – guarda caso! – la scelta è caduta sul giovedì, mi è sembrato del tutto naturale: ecco provato che il giovedì è il mio giorno fortunato!

    Beh! Per capirlo, dovreste venire il giovedì, dalle 18:15 alle 19:15, al “teatrino” del Rivaio per vedere con i vostri occhi (e sentire con le vostre orecchie!) quanto entusiasmo e impegno ci mettono i “nostri” bambini: hanno risposto numerosi all’invito; dal 9 aprile ad oggi si sono impegnati ad essere presenti tutte le settimane (e tutti sappiamo bene quanto anche loro sono carichi di occupazioni tra scuola, famiglia ed attività extra) e ce la mettono tutta per far bene.

    Il primo “impegno ufficiale” del giovane coro sono state le Prime Comunioni (il 17 maggio a S. P. Chanel), anche se la prima uscita pubblica l’avevano già fatta sabato 9 maggio, animando la Messa delle 19 al Rivaio, per il battesimo di due di loro – Chiara e Rachele - che hanno poi ricevuto la prima comunione il 17. Chi c’era può dirvi quanto sono stati bravi!

    Visto l’entusiasmo e il risultato, abbiamo deciso di continuare a ritrovarci (il mitico giovedì!) fino alla fine dell’anno catechistico. Ora ci stiamo preparando per la festa del Corpus Domini (domenica 7 giugno), poi vorremmo essere presenti al concerto dei cori in occasione della festa della Madonna delle Grazie (venerdì 19 giugno, Rivaio, ore 21) e finiremo in bellezza con la festa di chiusura dell’anno catechistico il 25 Giugno al Villaggio del Giovane.

    Che altro posso dirvi? Che mi dispiace già un po’ pensare che, per qualche mese, non avrò più la ricarica del giovedì e che non vedo l’ora di ricominciare a settembre, con lo stesso entusiasmo e con tutti quelli che vorranno continuare o aggiungersi: più siamo, più ci divertiamo!

    Si, perché pare anche che i nostri bambini si divertano e di sicuro fanno divertire anche noi che cerchiamo di trasmettergli l’amore per la musica e il canto e, soprattutto, la bellezza di stare insieme e condividere tempo e passione con gli amici e sperimentare quanto è bello esserci e fare la nostra parte per rendere più bella la Messa domenicale e più famiglia la nostra comunità parrocchiale.

    Per finire (queste che dovevano essere 10 righe):

    • ringrazio Carmen per la parte organizzativa e il collegamento che tiene con i bambini e le famiglie (e per le fotocopie!);
    • ringrazio Nicola per aver trovato un ritaglio di tempo (il giovedì!) per offrirci il suo fondamentale e pregevole accompagnamento musicale (effetti speciali inclusi);
    • ringrazio p. Marcello che ha rimesso mano alla chitarra per darci il ritmo e accompagnarci in questa avventura;
    • ringrazio le famiglie che hanno accolto questa proposta e sono riuscite ad inserire nella loro fitta agenda, e in quella dei loro figli, anche questo appuntamento settimanale.

    Soprattutto voglio dire un grande GRAZIE ai bambini che ci contagiano tutti col loro entusiasmo. Spero che un giorno anche loro possano dire come me: il giovedì è il mio giorno preferito!

     

     

    Vanna

    vanna

     

    P.S.: se poi passando dal Rivaio il giovedì, verso le 19, vi capitasse di sentire musica da discoteca... Beh! Questa è un’altra storia!...

     

  • Il Coro dei Bambini fino ad inizio Giugno

    Visto l'entusiasmo dei bambini e la buona riuscita, le prove per il coro dei bambini proseguiranno fino ad inizio giugno!!!

  • Il saluto di padre Marcello

    Care Parrocchiane e cari Parrocchiani,

    Domenica 12 Luglio, alle Messe delle 10 e delle 11,30, ho annunciato che a motivo dei troppi altri impegni (economo dei padri Maristi italiani e consigliere del Provinciale Europeo), che mi portano via dalla Parrocchia un paio di settimane al mese, si è visto insieme ai miei superiori che si rivelava necessario lasciare l'incarico di Parroco del Rivaio. Nei giorni seguenti ho pubblicato sul nostro sito (www.rivaio.it) una lettera che mettesse un po' più “carne” al sintetico avviso. Partendo dal Vangelo di Marco (capitolo 6, versetto 7)

    Gesù Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due

    ho ricordato che la nostra fede è un essere in cammino, in compagnia gli uni degli altri e delle altre e del buon Dio che sempre ci sostiene, ci consola e ci invia ad ogni persona per portare il suo sorriso e la sua benedizione. Dio, poi, non solo ci invia, ma ci chiede di restare in quella casa solo il tempo necessario, e poi andare verso altre case e altri fratelli e sorelle. E ho ricordato, a me stesso prima ancora che a voi, che il cammino di questa bella comunità del Rivaio continua, anche se cambiano i compagni di viaggio.

    Lasciare questa comunità cristiana – tutti e tutte voi – è per me una scelta sì condivisa, ma non per questo meno dolorosa. È però, allo stesso tempo, una scelta che apre alla speranza, nella certezza che i cambiamenti e l'incontro con nuove persone generano sempre qualcosa di buono e che tutti voi continuerete a camminare e a crescere nella fede, speranza e amore sotto la guida del nuovo parroco provando ogni giorno a vivere e annunciare il Vangelo oggi e qui a Castiglion Fiorentino.

    So anche che saprete accogliere p. Emanuele DI MARE – lucano d'origine e attualmente vice-parroco in una nostra Parrocchia della Basilicata (Marconia, nel comune di Pisticci) – con la gioia e disponibilità con cui tre anni fa avete accolto me.

    A fine settembre (dopo la celebrazione delle Cresime) mi sposterò a Moncalieri per un anno, dopodiché si vedrà. Emanuele sarà in mezzo a voi dalla fine di settembre. Non intendo ricordare tutti i momenti belli, profondi e stimolanti che ho vissuto in questi tre anni con voi, perché ne scaturirebbe una lettera troppo lunga. Voglio, però, ringraziare il buon Dio e voi per ogni incontro e scambio, per ogni occasione in cui si è cercato insieme di crescere nel sentire l'amore di Dio presente in noi e nelle nostre vite.

    Scrivendo queste poche righe non riesco a tenere le lacrime, ma so per esperienza che, anche se umanamente ci viene da pensare che “le cose non sarebbero dovute andare così”, scopriamo poi con il tempo che il buon Dio sa trarre qualcosa di buono e fecondo anche dai nostri momenti di “notte”.

    Pensando alla staffetta, ricevuta da p. Lorenzo e presto consegnata a p. Emanuele, mi vengono in mente le parole di San Paolo (prima lettera ai Corinzi, capitolo terzo, versetti dal 6 al 7):

    Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere.

    So di poter contare, come sempre, sulla vostra preghiera, vicinanza ed amicizia. Anche io continuerò a ricordarvi di fronte al buon Dio. Possa Maria, la madre della Grazia, intercedere per noi in questo momento di passaggio, perché possiamo guardare tutto con gli occhi della fede, e dire il nostro “si” nella certezza che Dio, che traccia il cammino e fa crescere i frutti, non ci lascia soli!

    p. Marcello – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Il Villaggio si rinnova!!!!!!

    Al fine di rivitalizzare la struttura del Villaggio del Giovane e rispondere alle esigenze dei giovani e dei meno giovani, il direttivo del circolo ANSPI, d’intesa con la Parrocchia, ha realizzato finalmente un progetto a cui si pensava da tempo: ristrutturare il campo da calcetto ed i relativi spogliatoi, i quali necessitavano oltretutto di una risistemazione per i frequenti danneggiamenti subiti e della messa a norma ai fini della sicurezza.

    Dopo attenta valutazione con preventivi alla mano e fatta una previsione sull’utilizzo del campo, si è deciso di mettere il terreno di gioco al passo con i tempi installando una copertura in erba sintetica.

    È stata accettata la proposta della ditta Cepiemme e l’impegno economico sostenuto sarà ammortizzato in tempi tanto più brevi quanto maggiore sarà l’impegno di tutti a far funzionare il nuovo impianto e tutto il Villaggio.

    campocalcetto2Al termine dei lavori, previsti entro Pasqua, verrà organizzato un evento inaugurativo rivolto a tutta la Comunità e alla cittadinanza.

    Ovviamente è superfluo ripetere che chiunque voglia e possa dare il suo contributo è sempre accettato e gradito. Ringraziamo fin da ora coloro che in questi ultimi tempi si sono adoperati alla riuscita dell’intervento che ha reso necessario anche risistemare la recinzione.

    Alberto Biliotti,
    presidente ANSPI-Villaggio del Giovane


    LA PRIMA OCCASIONE UTILE PER SOSTENERE IL VILLAGGIO SARA’ L’ORMAI CONSUETA CENA, PREVISTA ANCHE PER QUEST’ANNO PER SABATO 25 APRILE

  • In preparazione alla Cresima

    Venerdì 18 Settembre h. 21 - Santuario del Bagno
    Incontro con padrini e madrine
    Domenica 20 Settembre ore 15,30 – Pergo (ex Istituto S. Cuore)
    Ritiro Vicariale Cresimandi/e e Famiglie
    La celebrazione Eucaristica sarà alle ore 18,00
    Venerdì 25 Settembre h. 21 - S. Pierre Chanel
    Confessioni per Genitori e Padrini/Madrine
    Sabato 26 Settembre – Collegiata
    h. 16,00 - Ritrovo
    h. 16,30 - Celebrazione delle Cresime
  • INCONTRO DEGLI "EX" AL RIVAIO

    29-30-31 MAGGIO 2015

    Programma

    29 MAGGIO

    Partenza da Brescia per Sansepolcro, via Cesena. Visita alla cittadina dal nobile passato, cui appartiene Piero della Francesca. Pranzo a Palazzo del Pero. Discesa su Castiglion Fiorentino e sistemazione in hotel, località La Nave.

    30 MAGGIO

    Partenza per Spoleto e visita all'antica città umbra sulla via Flaminia. Pranzo al 9cento Casual Restaurant, sito in Via Porta Fuga, 20. Primo pomeriggio rientro a Castiglioni con sosta a Spello. Visita alla cittadina, allungata sugli ultimi declivi del Monte Subasio. Cena in ristorante con specialità toscana: "La porca porchetta". Serata conviviale aperta a tutti gli ex Rivaio.

    31 MAGGIO

    Saluto ai Padri del Rivaio, ore 10.00 S. Messa, passeggiata per il centro di Castiglion Fiorentino, ore 13.00 pranzo alla Nave. Ore 17.00 partenza per Brescia.

    Un saluto a tutti e a quanti condividono questa locandina.

  • INCONTRO DEGLI "EX" AL RIVAIO

    29-30-31 MAGGIO 2015
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  • La caduta dell’Impero Romano d’Occidente

    colosseoQuando Odoacre, i primi giorni del settembre 476, depose l’ultimo imperatore romano Romolo Augustolo, a cui venne risparmiata la vita solo perché era un ragazzo, decise che la storia dell’Impero Romano era finita per sempre.
    Questo l’antefatto storico ma, qualcuno potrebbe obbiettare, che cosa c’entra un evento accaduto 1539 anni fa con i “tempi moderni”?
    Per cercare di spiegarlo occorre, secondo me, effettuare una traslazione di tipo religioso: allora l’ideale era Roma che rappresentava una fede forte in molti romani; oggi questa fede è da ricercarsi nella chiesa, intesa come popolo di Dio. Non voglio qui analizzare quali furono le cause storico – politiche della fina di un impero che esisteva da oltre mille anni ma sono convinto che una di esse sia stata la messa in discussione di quel concetto di autorevolezza stessa insita nell’ideale di romanità, quella stessa messa in discussione del valore di un Dio incarnato (unico caso nel panorama delle religioni monoteistiche) al quale assistiamo oggi. Quando critico un sacerdote che messo alla guida dei suoi parrocchiani non solo per volere umano ma anche per il disegno imperscrutabile di Dio, e la critica è dovuta ad una differente visione di opinioni, io critico lo stesso Cristo crocifisso “scandalo per gli ebrei, stoltezza per i pagani”. Il naturale senso di amore che devo avere per il prossimo scaturisce dall’amore che Dio ha per me.

    Una delle concretizzazioni di questo Amore è anche l’impegno in parrocchia, un impegno al servizio di altri e per gli altri dove, come ho già detto, non sono io che lavoro ma è Cristo che lavora attraverso di me in sintonia con quanto si legge nel salmo 113B (115): “non a noi, Signore, non a noi, ma al nome tuo dà gloria”. E’ umano cercare di farsi notare e per questo vorrei raccontarvi un aneddoto che avvenne in pieno medioevo: un gruppo di frati si lamentava con il proprio priore dicendo che non erano notati dalla gente e il priore, nella sua saggezza, rispose: “non preoccupatevi di non essere notati dagli uomini, piuttosto preoccupatevi di non essere notati da Dio”. La vita degli eremiti ne è un esempio ma anche coloro che vivono in clausura in pieno XXI secolo ne sono un altro: essi sono in piena comunione con Gesù Cristo e con Dio.
    Dio che, come dice una canzone, “non è quello comodo da pregare in ginocchio” ma è nel nostro fratello “che ogni giorno vuole un po’ d’amore”; è solo li che lo troviamo con semplicità, con il rapporto che ci realizza in famiglia vera fucina e culla di Cristo e della chiesa fatta di “noi” e non di “io”: il superuomo faceva parte di un’ideologia che ha creato mostri e olocausti vari e che, purtroppo, tarda a scomparire in un mondo che si ritiene più civile di settanta anni fa ma che permette, in una specie di quieto vivere, all’ombra nera del male di allargarsi sempre di più. All’inizio parlavo di Odoacre: ma quanti Odoacre ci sono nei giorni nostri? Vorrei chiudere con una preghiera (smisurata): Dio tu che ci ascolti “insegnaci un alfabeto differente” dalla nostra vigliaccheria e che ci porti ad amare i nostri familiari, i nostri confratelli e i nostri sacerdoti che, “anche se non sono gigli”, sono pur sempre “guide che hanno bisogno di affetto”.

    Giovanni Lumachi

  • La Festa di Primavera

    L'Oratorio del Rivaio organizza

    SABATO 18 APRILE DALLE 16 ALLE 18 IN PARROCCHIA

    LA FESTA DI PRIMAVERA

    se vuoi venire a divertirti con noi, porta qualcosa per la merenda e tanta allegria, TI ASPETTIAMO!
     
  • Le nostre "prime" comunioni

    Domenica 17 maggio alla chiesa di S. P. Chanel 45 bambini e bambine hanno ricevuto la prima comunione.

    È stato un cammino lungo due anni e noi catechisti ci siamo trovati per la prima volta ad essere i protagonisti dietro le quinte di questa avventura magica. Abbiamo cercato di preparare i nostri bambini a carpire la presenza di Gesù nel loro cuore, una presenza a prescindere che però va capita e accettata. Anche se sono bimbi/e il loro cuore deve essere preparato ad accogliere consapevolmente il Cristo in tutta la sua grandezza e questo si può fare solo accompagnandoli passo passo nella scoperta della Sua vita.

    Abbiamo cercato, noi catechisti, di improntare il cammino verso la prima comunione in modo che i bambini arrivassero da soli a capire quale fosse il bene e quale fosse il male. Ci siamo distaccati dai libri, Cristo non è un racconto, Cristo è la nostra vita vissuta tutti i giorni e i nostri bambini sono stati messi davanti alla loro vita di tutti i giorni.

    Noi (catechisti) vogliamo prima di tutto essere amici di questi piccoli, che bramano punti di riferimento ormai sfocati e lontani; abbiamo fatto in modo che vedessero il 17 maggio, giorno della loro prima comunione, come un punto di passaggio da una condizione ad un'altra in cui loro diventino sempre più protagonisti e padroni della loro vita e delle loro scelte da fare con e per Cristo.

    L'impegno è stato tanto, ma l'amore e la dedizione sono ancora maggiori per poter fare un buon lavoro e credo che sia stato fatto discretamente. La presenza dei nostri piccoli durante tutto l'anno catechistico è stata forte, sintomo di un interesse da parte delle famiglie che ha permesso la buona riuscita di un giorno importante quanto difficile da organizzare visto il numeroso gruppo di bimbi chiamati a comunicarsi.

    Il giorno, come già detto, è stato magico; una scena teatrale quasi perfetta dove ognuno sapeva cosa doveva fare e in cui il burattinaio conosceva bene come muovere e far muovere ogni comparsa. Armonia dei luoghi, delle forme, delle voci, dei canti e del movimento.

    Ogni singola persona che ha assistito alla celebrazione ed ha voluto commentarla ha provato le medesime emozioni: una festa fatta per i bambini, dai bambini e con i bambini che non ha guardato tanto all'etichetta della circostanza quanto alla riuscita e al completamento di una tappa di un cammino cucito addosso ai bimbi. Questo la comunità l'ha capito e apprezzato.

    L'intento di chi ha portato i bambini fino a qui è stato raggiunto: grazie!

    Carmen, Davide e Sara

  • Lettera del Parroco: Febbraio 2015

    Care parrocchiane e parrocchiani,

    voglio anzitutto ringraziare tutti coloro che, durante le confessioni o in altri momenti di dialogo e confronto, hanno condiviso con me le riflessioni sull'articolo citato nella mia precedente lettera (la tenerezza verso se stessi come presupposto per vivere la tenerezza verso il prossimo). Sono stato arricchito (spesso commosso) dalle vostre riflessioni e continuo a ritenere che amare se stessi sia più difficile che amare gli altri.

    Sembra ieri che ci siamo preparati al Natale - a riconoscere che quel Dio amore e misericordia in cui crediamo nasce ogni giorno nella nostra vita - ed eccoci già qui alle porte della Quaresima, i 40 giorni che precedono e sono illuminati dalla Pasqua, trionfo (quotidiano) della vita sulla morte e dell'amore di Dio sui nostri peccati.

    Tra i tanti momenti vissuti in Parrocchia in questo tempo, mi piace soffermarmi sul ritiro di vicariato dei ragazzi/e di III media e dei loro genitori, tenutosi qui al Rivaio il 14 Dicembre scorso. Gli adolescenti sono stati aiutati e seguiti dalle catechiste, mentre i genitori hanno lavorato insieme a fr. Marco delle Celle di Cortona. Ispirato da quel momento, in questa mia riflessione mi riallaccio anche a quanto ho scritto nella mia lettera per Pasqua 2014.

    Fr. Marco, inizialmente con uno stile un po' duro (servito ad attirare l'attenzione), ha aiutato i genitori - dei quali abbiamo apprezzato ancora una volta la partecipazione numerosa ed attenta - a riflettere sul loro ruolo di adulti chiamati a fissare delle regole, affinché i desideri e i sogni dei loro figli e figlie, confrontandosi e spesso scontrandosi con queste regole, si possano purificare per fiorire al meglio. Ha parlato ai genitori del loro ruolo in cui nessuno (televisione, allenatori, insegnanti, preti, suore ed educatori in genere) li può sostituire; dell'importanza dei NO che, quando meditati e presentati dalla coppia in modo unitario e solidale, sono il grande aiuto che i genitori possono dare ai figli. Ha riflettuto, quindi, sulla responsabilità dei genitori, del loro doversi fare carico dei figli, cercando non sempre la loro soddisfazione immediata, ma il loro vero bene, in un percorso che li aiuterà a diventare adulti ―belli‖ non solo esteriormente, ma anche dentro, ricchi di valori e capaci di prendere decisioni informate e ragionate. Ha detto, poi, dell'importanza della trasmissione dei valori di fede ai figli/e, del gusto che si può provare a pregare insieme in famiglia, così mostrando, con la testimonianza e l'esperienza concreta, che Dio non è un feticcio a cui ricorrere in casi di particolare bisogno, ma l'amico che è sempre con noi e con cui si sta bene. Infine, ha anche evidenziato la necessità di lasciare tempo libero ai figli, affinché possano maturare creatività e capacità di riflessione e preghiera. A questo proposito mi piace aggiungere una citazione che ho trovato recentemente (Paolo Zamengo, Dossier Catechista Dicembre 2014, pag. 17)

    Occorre silenzio per capire il silenzio di Dio.

    La riflessione di fr. Marco, quindi, è stata tutta incentrata sulla famiglia. Famiglia che siete voi, con i vostri figli/e e genitori, e famiglia che è la Parrocchia. Sì, anche la Parrocchia è una famiglia, in cui tutti insieme, facendo ognuno/a la propria parte, camminiamo dietro al Signore, buon pastore che ci chiama ad accogliere il suo amore per ciascuno di noi e a testimoniarlo nelle realtà in cui viviamo. Una famiglia in cui ognuno cerca di fare del suo meglio e di prendersi le sue responsabilità. E una famiglia che ha bisogno di crescere ogni giorno nella corresponsabilità e serietà.

    Per questo motivo il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale, che ha iniziato la sua ―missione nello scorso settembre, riflettendo sui bisogni reali della nostra parrocchia, ha delineato come priorità del prossimo (o prossimi) anno proprio ―la parrocchia come famiglia‖, ed ha già iniziato ad identificare strategie che ci permetteranno di crescere in questo senso di appartenenza.

    Il giornalista Michele Serra, nella sua rubrica L'amaca (La Repubblica del 15 Gennaio scorso), riflettendo sul ruolo del Presidente della Repubblica, lo paragona ad un padre:

    "Padre" (e allo stesso modo "madre") significa punto fermo, certezza, affidabilità. E significa (o dovrebbe significare) anche autorevolezza, facoltà di ricondurre alla Legge — la Costituzione repubblicana — anche i dissidi più animosi. Mi chiedo di quanti "padri" e di quante "madri" disponiamo, qui e oggi, noi italiani. Alcuni dei nomi che sento pronunciare sono piuttosto "fratelli", miei coetanei o appena maggiori, tutti in età ampiamente matura eppure non dotati dello stesso carisma dei soli "genitori" che la Repubblica davvero riconosce (...)

    Quanto Serra dice per il Presidente della Repubblica può aiutare anche noi a crescere nel nostro sentirci famiglia. Siamo sì fratelli e sorelle fra di noi (perché tutti figli e figlie dell'unico Padre), ma anche padri e madri, punti fermi, persone che sanno esprimere autorevolezza (non autoritarismo) e guide umili ma sicure. Persone adulte anche nella fede che, alimentati dalla riflessione sulla Parola di Dio, sanno testimoniare e condividere la gioia di sentirsi scelti da Dio. Persone che, pur consce dei propri limiti, difetti e peccati, non li usano come scusa per delegare o nascondersi, ma, certi che ―dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia‖ (San Paolo ai Romani, versetto 20 del capitolo 5), vanno avanti cercando di fare la propria parte con umiltà, serietà e coraggio.

    Il mio augurio è che questa Quaresima sia per tutti noi un'occasione per crescere nel nostro essere famiglia.

    Possa l'esempio di Maria - madre e figlia (discepola) di Gesù Cristo – aiutarci nel farci carico della nostra responsabilità di padri e madri, trovando l'aiuto nel Padre buono che è sempre con noi con il suo amore e la sua misericordia.

    Buon tempo di Quaresima!

    p. Marcello

  • Lettera del Parroco: Giugno 2015

    Care parrocchiane e parrocchiani,

    vi scrivo – più in ritardo del solito – in un caldo e solitario 2 giugno. Come già accennato nella scorsa lettera, gli impegni in Europa e come Economo Regionale dei Padri Maristi mi portano via sempre più tempo. Ma cerco, nonostante tutto, di non trascurare la parrocchia e continuo ad essere fortemente arricchito dall'incontro con tutti e tutte voi.

    Siamo ormai prossimi alla nostra festa in onore della Vergine delle Grazie, e a Lei continuiamo a chiedere di aiutarci ad essere sempre più discepoli del suo buon Figlio, consapevoli dell‟amore che questo Figlio ha per noi e pronti ad accoglierlo e condividerlo con tutte le persone che incontriamo.

    Nelle ultime settimane abbiamo vissuto bei momenti di comunità: le prime comunioni, davvero una bella celebrazione di FAMIGLIA, in cui tutti hanno fatto la propria parte e, son sicuro, continueranno a farla anche dopo questa tappa; la festa dei campi, altra bella occasione per fare FRATERNITA' e molti altri momenti. Abbiamo avuto, negli ultimi due mesi, anche diversi battesimi: preghiamo, davvero, perché queste giovani famiglie continuino a sentire seriamente l'impegno ad essere, per il loro figlio o figlia, testimoni (che, come dico sempre, non vuol dire PERFETTI!!!) che, accolto l'amore che viene da Dio Padre buono, lo trasmettono con gioia ai loro piccoli.

    Abbiamo anche avuto, come tutte le famiglie, momenti meno felici: funerali di persone, alcune anche figure storiche per la parrocchia e la città; difficoltà nell'intavolare un dialogo profondo e continuo tra i diversi operatori pastorali e tra noi e le famiglie dei ragazzi/e con cui cerchiamo di camminare; problemi personali che ognuno di noi (parroco compreso!) si porta dietro, etc.

    Ed è proprio questo coesistere nella vita di tutti noi di momenti felici e momenti tristi che mi porta a condividere una cosa che mi ha suggerito, alcune domeniche fa, una parrocchiana dopo la Messa delle 11,30 (ho trovato conferma di questa riflessione su: https://elinepal.wordpress.com/2013/09/09/kintsugi-le-cicatrici-in-oro/

    Pare che i giapponesi, quando riparano un oggetto rotto, anziché far di tutto perché l'oggetto sembri nuovamente integro, valorizzano le crepe riempiendone la spaccatura con dell‟oro. La chiamano la tecnica del Kintsugi, e deriva dal loro credere che quando qualcosa ha subito una ferita diventa più bello. Tra nascondere l‟integrità perduta ed esaltare la storia della ricomposizione, scelgono la seconda strada. Noi occidentali, invece, facciamo fatica a fare pace con le crepe. Non ci piace ammettere le nostre sconfitte, fatichiamo a riconoscere le nostre debolezze, e tendiamo a nascondere ciò che ci fa soffrire, tentando di offrire di noi sempre una sorta di facciata da supereroe (che tutti sappiamo essere, appunto, solo una facciata!).

    Collegandomi anche a quanto vi dicevo nella mia ultima lettera, teologicamente, siamo nel campo della morte-resurrezione. Per continuare a trovare nuova vita (in Cristo!) dobbiamo accettare di morire. Per godere dei nostri miglioramenti (nel rapporto con noi stessi, con gli altri e con Dio), dobbiamo accettare i fallimenti del passato (che torneranno, sia nel presente che nel futuro). Entrare nel profondo di noi stessi con onestà non è né facile né piacevole (io ci sto provando, in modo anche abbastanza serio, da un po' di anni, ma è sempre una gran fatica); riconoscere che abbiamo in noi crepe, rotture ed incoerenze non è bello né indolore; ma è quanto ci permette di provare ad esercitare la misericordia e la pazienza, anzitutto verso noi stessi e poi, di riflesso, verso gli altri.

    Maria non ha ignorato il dolore presente nella sua vita. A Gesù dodicenne non ha fatto i complimenti per essersi distaccato da lei e Giuseppe, e magari si è anche sentita in colpa per non averlo “custodito” con più attenzione. Ma ha saputo continuare il cammino. Non ha permesso alla sconfitta di impedirle di guardare avanti continuando ad avere fiducia e affidandosi a quel Dio che aveva “guardato l'umiltà della sua serva”.

    Ci aiuti Lei, con la sua intercessione, a far lo stesso: a credere che il buon Dio continua a far meraviglie in noi malgrado le nostre crepe e rotture. Che Dio continua a versare l'”oro” del suo amore nelle nostre ferite, per sanarci e restituirci alla nostra dignità, bellezza e preziosità di figli suoi!. Che continua a moltiplicare il pane e pesce del suo amore anche quando noi abbiamo poco o niente da offrirgli.

    p. Marcello

  • Lettera del Parroco: Marzo 2015

    Care parrocchiane e parrocchiani,

    vi scrivo questa lettera da Parigi, dove sono arrivato ieri sera per l'incontro mensile del Consiglio Provinciale di noi Padri Maristi. Ieri sera, a cena, eravamo cinque (dovevano ancora arrivare due confratelli): due francesi, un olandese, uno spagnolo ed io. Abbiamo parlato, come di consueto, in Inglese (l'unica lingua che abbiamo in comune) e questo mi ha fatto nascere una prima riflessione che mi fa piacere condividere con voi. Per essere famiglia bisogna, spesso, venirsi incontro, cercare cosa ci è comune piuttosto che quello che ci divide. Le differenze rimangono, è chiaro, ma con un piccolo impegno da parte di tutti e tutte si può arrivare a fare esperienza di momenti di unità e comunione, buoni semi che, una volta gettati, se coltivati potranno germogliare e diventare sempre più rigogliosi.

    Venendo a noi, la vita in Parrocchia prosegue bene, e devo confessarvi che mi spiace dover rinunciare, a motivo di questo incontro internazionale, a quattro giorni di Benedizione delle Famiglie. Benché quest'anno non sia proprio in piena forma fisica – e molti di voi se ne sono accorti e mi sono ancora più vicini, e vi ringrazio anche per questo – mi piace sempre incontrarvi personalmente nel luogo in cui abitate, parlare e pregare con voi, e così fare un passo avanti nella conoscenza reciproca e nel nostro sentirci sempre più famiglia parrocchiale.

    Oltre alla non piena forma fisica, ultimamente risento anche del peso dato dal sovrapporsi di troppi incarichi (Parroco, Economo Italiano e Consigliere Provinciale dei Maristi), e sto davvero cercando di discernere quale possibile soluzione trovare per poter fare le cose bene e non sempre in urgenza. A tal proposito, vi ringrazio, perché so che pregate anche per me e per tutta la nostra comunità Marista, e questo mi dà consolazione e serenità.

    Siamo ormai prossimi alla Pasqua, e vorrei riflettere con voi facendoci aiutare da una foto scattata nel Duomo di Cortona l'anno scorso. Vi invito ad osservarla con calma e, prima di continuare a leggere queste poche righe, provare a mettere a fuoco i pensieri e le emozioni che l'immagine vi suscita. L'arte è un dono che riceviamo (e in Italia siamo davvero fortunati!), e contemplare il “bello” può aiutarci a riflettere e meditare. Mi permetto, quasi in parentesi, di invitare tutti voi - e i vostri figli e nipoti - ad esporvi al bello, per abituarci allo stupore, riflessione, conoscenza e crescita anche interiore che ne può derivare.

    Prendetevi, dunque, un po' di tempo per ascoltarvi in quello che vi suscita questa foto.

    parroco marzo 2015

    Son sicuro che abbiate fatto “l'esercizio” che vi ho suggerito!

    Ora provo a condividere le mie riflessioni, senza un preciso ordine, ma così come sono sorte nella mia testa e, ancor di più, nel mio cuore. Mi sembra possano essere d'aiuto ad avvicinarsi al problema del male (perché c'è il male?) su cui spesso, anche nei vari incontri con i genitori, sentiamo l'esigenza di interrogarci e riflettere.

    • Il Crocifisso (la morte) è più sfocato, perché non ha l'ultima parola. L'ultima parola ce l'ha il Risorto (la vita), che infatti è più nitido e a fuoco!
    • Allo stesso tempo, la bandiera del Risorto indica la croce: se non si muore non si può risorgere (Nota Bene: questo non significa che Dio ci manda il dolore!!! Se qualcuno vi dice il contrario, SBAGLIA!!!). Per quanto la morte (il dolore, i lutti, i tradimenti...) ci faccia star male, non possiamo ignorare la sua esistenza (fuori e dentro di noi!). Anche Dio, fattosi uomo in Cristo, ha dovuto fare i conti con il male, il dolore e la morte...che fanno parte della vita umana.
    • Il Risorto ha la "pancia" illuminata più della testa. Nella Bibbia la parola per definire la misericordia di Dio è "rahamim", che indica le “viscere” di Dio (l'esempio è la madre, che nelle viscere accoglie la nuova vita e, nelle sue viscere, soffre per il dolore di chi ha generato!). Dio non ci ama solo di testa, ma con tutto se stesso. E quando stiamo male o nel male, anche Lui ha, come per così dire, "mal di stomaco", perché è lì, nel luogo in cui si forma la vita, che Lui ci ama e ci tiene.
    • Il Risorto porta i segni della passione che ha subita: il dolore ci cambia e, anche se riusciamo a superarlo e a sperimentare di nuovo la vita, non siamo più gli stessi di prima.
    • Il resto (chiesa, quadri, etc.) è in piena ombra. Credere che la Vita vince la morte, che la misericordia di Dio sana le nostre debolezze, è la nostra missione principale; il resto è un dettaglio e verrà da sé.

    Mi fermo qui, lasciandovi queste poche e scarne riflessioni, ed invitandovi a farvi ispirare da questa immagine e a condividere con me e tra voi, se volete, i vostri pensieri.

    L'esempio di Maria, che ha fatto l'esperienza della “spada che trafigge l'anima” (Vangelo secondo Luca, capitolo 2, versetto 35), che ha seguito Gesù fin sotto la croce ed ha mantenuto la fede nel progetto di Dio al quale aveva dato il suo “si”, ci aiuti a sentire la presenza di Dio, il Dio della vita, anche nelle nostre situazioni e momenti di dolore. E ci accompagni, oltre la croce, verso la luce e la gioia della Pasqua!

    Buona Pasqua a tutte e tutti voi, a nome mio e dei padri Antonio, Egidio, Piero e Sergio!!!

    p. Marcello

  • Lettera del Parroco: Settembre 2015

    Care Parrocchiane e cari Parrocchiani,

    Domenica 12 Luglio, alle Messe delle 10 e delle 11,30, ho annunciato che a motivo dei troppi altri impegni (economo dei padri Maristi italiani e consigliere del Provinciale Europeo), che mi portano via dalla Parrocchia un paio di settimane al mese, si è visto insieme ai miei superiori che si rivelava necessario lasciare l'incarico di Parroco del Rivaio.

    Nei giorni seguenti ho pubblicato sul nostro sito (www.rivaio.it) una lettera che mettesse un po' più “carne” al sintetico avviso. Partendo dal Vangelo di Marco (capitolo 6, versetto 7)

    Gesù Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due

    ho ricordato che la nostra fede è un essere in cammino, in compagnia gli uni degli altri e delle altre e del buon Dio che sempre ci sostiene, ci consola e ci invia ad ogni persona per portare il suo sorriso e la sua benedizione. Dio, poi, non solo ci invia, ma ci chiede di restare in quella casa solo il tempo necessario, e poi andare verso altre case e altri fratelli e sorelle.

    E ho ricordato, a me stesso prima ancora che a voi, che il cammino di questa bella comunità del Rivaio continua, anche se cambiano i compagni di viaggio.

    Lasciare questa comunità cristiana – tutti e tutte voi – è per me una scelta sì condivisa, ma non per questo meno dolorosa. È però, allo stesso tempo, una scelta che apre alla speranza, nella certezza che i cambiamenti e l'incontro con nuove persone generano sempre qualcosa di buono e che tutti voi continuerete a camminare e a crescere nella fede, speranza e amore sotto la guida del nuovo parroco provando ogni giorno a vivere e annunciare il Vangelo oggi e qui a Castiglion Fiorentino.

    So anche che saprete accogliere p. Emanuele DI MARE – lucano d'origine e attualmente vice-parroco in una nostra Parrocchia della Basilicata (Marconia, nel comune di Pisticci) – con la gioia e disponibilità con cui tre anni fa avete accolto me.

    A fine settembre (dopo la celebrazione delle Cresime) mi sposterò a Moncalieri per un anno, dopodiché si vedrà. Emanuele sarà in mezzo a voi dalla fine di settembre.

    Non intendo ricordare tutti i momenti belli, profondi e stimolanti che ho vissuto in questi tre anni con voi, perché ne scaturirebbe una lettera troppo lunga. Voglio, però, ringraziare il buon Dio e voi per ogni incontro e scambio, per ogni occasione in cui si è cercato insieme di crescere nel sentire l'amore di Dio presente in noi e nelle nostre vite.

    Scrivendo queste poche righe non riesco a tenere le lacrime, ma so per esperienza che, anche se umanamente ci viene da pensare che “le cose non sarebbero dovute andare così”, scopriamo poi con il tempo che il buon Dio sa trarre qualcosa di buono e fecondo anche dai nostri momenti di “notte”.

    Pensando alla staffetta, ricevuta da p. Lorenzo e presto consegnata a p. Emanuele, mi vengono in mente le parole di San Paolo (prima lettera ai Corinzi, capitolo terzo, versetti dal 6 al 7):

    Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere.
    Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere.

    So di poter contare, come sempre, sulla vostra preghiera, vicinanza ed amicizia. Anche io continuerò a ricordarvi di fronte al buon Dio.

    Possa Maria, la madre della Grazia, intercedere per noi in questo momento di passaggio, perché possiamo guardare tutto con gli occhi della fede, e dire il nostro “si” nella certezza che Dio, che traccia il cammino e fa crescere i frutti, non ci lascia soli!

     

    p. Marcello
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    SABATO 12 SETTEMBRE

    Festa del SS. Nome di Maria
    La Comunità del Rivaio saluta ed esprime il suo “grazie” al parroco
    PADRE MARCELLO
    ore 19: S. MESSA nel Santuario del Rivaio
    con la presenza del vicario vicario episcopale, mons. Gioacchino Dallara
    (non c'è la messa delle 18 a S.P.Chanel)

    a seguire, buffet per tutti nel Salone Colin



    L’ingresso ufficiale del nuovo parroco
    PADRE EMANUELE DI MARE
    è previsto per il prossimo mese di ottobre

  • Lotteria Caritas Pasqua 2015

     

    Estrazione Domenica di Pasqua
    a fine celebrazione
    11:30 S.P. Chanel

  • Lunedì 30 Novembre

    Lunedì 30 Novembre

    “Vivere è la cosa più rara al mondo.

                                             La maggior parte della gente esiste . Ecco tutto” (Oscar Wilde)

     

    Vangelo del giorno Matteo 4,18,22

    Preghiera

    Vieni di notte, ma nel nostro cuore è sempre notte: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni, figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni a liberarci, noi siamo sempre più schiavi: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti:e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni Tu che ci ami: nessuno è in comunione col fratellose prima non lo è con Te, Signore.

    Noi siamo tutti lontani, smarriti, né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo.

    Vieni, Signore. Vieni sempre, Signore.

    (Davide Maria Turoldo)

  • mar. 16/06 - Preghiera nel Santuario con la partecipazione dei Terzieri

    Bel momento di preghiera martedì sera con la presenza dei Presidenti e membri dei tre rioni.

    Paolo ci ha aiutato a riflettere su come possiamo provare a vivere come Maria, donna dell'ascolto e dell'azione.

    Tre rappresentanti dei rioni hanno integrato la riflessione con il loro intervento profondo e stimolante.

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  • Martedì 1 Dicembre

    Martedì 1 Dicembre

    “Anche un orologio fermo segna

                                                                 l’ora giusta due volte al giorno (Norman Hesse)

     

     

    Vangelo del giorno Luca 10,21-24

    Preghiera

    Sono uscito di casa, Signore,e ho abbandonato la mia storia di ieriperché oggi, per me e per tutta la chiesa,inizia un tempo nuovo.

    Nel mio cuore oggisi è accesa la fiamma della speranza,che mi fa guardare lontano,oltre i miei usuali e piccoli orizzonti,e accelerare i miei passiper allontanarmi sempre piùdalle prigioni del male.Ho un desiderio struggente, Signore,di scoprire lungo la strada un fiore,di incontrare una persona che sorride,di incrociare una mano pulita,di andare oltre il deserto dei miei sogni.Voglio camminare, Signore,in questo Avvento di grazia,per correrti incontroperché io so e sento che al mondonon c'è altro all'infuori di te per il quale possa spendere validamente la mia vitacosì da meritare di comparireun giorno davanti a te con il cuore in festa.

     

  • mer. 10/06 momento di preghiera dal "gruppo famiglie" in preparazione alla festa della Madonna

    Condividiamo con tutti voi il momento di preghiera che è stato preparato dalle famiglie in preparazione alla festa della Madonna delle Grazie del Rivaio lo scorso 10 giugno.

    Buona meditazione a tutti noi.
    Un abbraccio...
    Carlo e Natascia
     
     

    Vivere insieme è un’arte!
    E’ un cammino paziente,
    bello e affascinante.
    Un cammino che ha delle regole
    che si possono riassumere
    in queste tre parole

     
     
    Queste parole aprono la strada per vivere bene nella famiglia, per vivere in pace. Sono parole semplici, ma non così semplici da mettere in pratica! Racchiudono una grande forza: la forza di custodire la casa, anche attraverso mille difficoltà e prove; invece la loro mancanza, a poco a poco apre delle crepe che possono farla persino crollare.
     
    PREGHIERA 10 GIUGNO 2015 2La prima parola è “permesso?”. Quando ci preoccupiamo di chiedere gentilmente anche quello che magari pensiamo di poter pretendere, noi poniamo un vero presidio per lo spirito della convivenza matrimoniale e famigliare. Entrare nella vita dell’altro, anche quando fa parte della nostra vita, chiede la delicatezza di un atteggiamento non invasivo, che rinnova la fiducia e il rispetto. La confidenza, insomma, non autorizza a dare tutto per scontato. E l’amore, quanto più è intimo e profondo, tanto più esige il rispetto della libertà e la capacità di attendere che l’altro apra la porta del suo cuore. A questo proposito ricordiamo quella parola di Gesù nel libro dell’Apocalisse: «Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (3,20). Anche il Signore chiede il permesso per entrare! Non dimentichiamolo. Prima di fare una cosa in famiglia: “Permesso, posso farlo? Ti piace che io faccia così?”. Quel linguaggio educato e pieno d’amore. E questo fa tanto bene alle famiglie.
     
    PREGHIERA 10 GIUGNO 2015 3La seconda parola è “grazie”. Certe volte viene da pensare che stiamo diventando una civiltà delle cattive maniere e delle cattive parole, come se fossero un segno di emancipazione. Le sentiamo dire tante volte anche pubblicamente. La gentilezza e la capacità di ringraziare vengono viste come un segno di debolezza, a volte suscitano addirittura diffidenza. Questa tendenza va contrastata nel grembo stesso della famiglia. Dobbiamo diventare intransigenti sull’educazione alla gratitudine, alla riconoscenza: la dignità della persona e la giustizia sociale passano entrambe da qui. Se la vita famigliare trascura questo stile, anche la vita sociale lo perderà. La gratitudine, poi, per un credente, è nel cuore stesso della fede: un cristiano che non sa ringraziare è uno che ha dimenticato la lingua di Dio. Sentite bene: un cristiano che non sa ringraziare è uno che ha dimenticato la lingua di Dio. Ricordiamo la domanda di Gesù, quando guarì dieci lebbrosi e solo uno di loro tornò a ringraziare (cfr Lc 17,18). Una volta ho sentito dire da una persona anziana, molto saggia, molto buona, semplice, ma con quella saggezza della pietà, della vita: “La gratitudine è una pianta che cresce soltanto nella terra delle anime nobili”. Quella nobiltà dell’anima, quella grazia di Dio nell’anima ci spinge a dire grazie, alla gratitudine. È il fiore di un’anima nobile. È una bella cosa questa!
     
    PREGHIERA 10 GIUGNO 2015 4La terza parola è “scusa”. Parola difficile, certo, eppure così necessaria. Quando manca, piccole crepe si allargano – anche senza volerlo – fino a diventare fossati profondi. Non per nulla nella preghiera insegnata da Gesù, il “Padre nostro”, che riassume tutte le domande essenziali per la nostra vita, troviamo questa espressione: «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12). Riconoscere di aver mancato, ed essere desiderosi di restituire ciò che si è tolto – rispetto, sincerità, amore – rende degni del perdono. E così si ferma l’infezione. Se non siamo capaci di scusarci, vuol dire che neppure siamo capaci di perdonare. Nella casa dove non ci si chiede scusa incomincia a mancare l’aria, le acque diventano stagnanti. Tante ferite degli affetti, tante lacerazioni nelle famiglie incominciano con la perdita di questa parola preziosa: “Scusami”. Nella vita matrimoniale si litiga, a volte anche “volano i piatti”, ma vi do un consiglio: mai finire la giornata senza fare la pace! Sentite bene: avete litigato moglie e marito? Figli con i genitori? Avete litigato forte? Non va bene, ma non è il vero problema. Il problema è che questo sentimento sia presente il giorno dopo. Per questo, se avete litigato, mai finire la giornata senza fare la pace in famiglia. E come devo fare la pace? Mettermi in ginocchio? No! Soltanto un piccolo gesto, una cosina così, e l’armonia familiare torna. Basta una carezza! Senza parole. Ma mai finire la giornata in famiglia senza fare la pace! Capito questo? Non è facile, ma si deve fare. E con questo la vita sarà più bella.
     
    Queste tre parole-chiave della famiglia sono parole semplici, e forse in un primo momento ci fanno sorridere. Ma quando le dimentichiamo, non c’è più niente da ridere, vero? La nostra educazione, forse, le trascura troppo. Il Signore ci aiuti a rimetterle al giusto posto, nel nostro cuore, nella nostra casa, e anche nella nostra convivenza civile.
     

    PERMESSO GRAZIE SCUSA

  • Mercoledì 2 Dicembre

    Mercoledì 2 Dicembre

    “Si il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

                                                                                                                                     (Ghandi)

     

     Vangelo del giorno Matteo 15,29-37

    Preghiera

    ODio,dentro la vita nelle vicende di ogni giorno,noi cerchiamo i confini di ciò che facciamo,ci interroghiamo su ciò che viviamo,desideriamo una gioia che non si rovini tra le

    mani, tendiamo a una speranza che non si consumi, aspiriamo a un amore che ci renda felici,attendiamo un futuro che non si arresti domani.Noi cerchiamo una vita che sia degna d'essere vissuta: la cerchiamo nella gioia e nella sofferenza,O Dio, sei tu la nostra attesa?Sei tu ciò che noi cerchiamo,anche senza saperlo?Sei tu colui del quale abbiamo nostalgia,anche se non ti pensiamo?Sei tu colui che sempre attendiamo,anche se chiudiamo la porta di casa?Sei tu colui che invochiamo,anche se non ti rivolgiamo la parola?Sei tu colui col quale lottiamo,anche se mai ti incontriamo?

    Sei tu la nostra domanda,anche se non ti interroghiamo?

    O Dio, fondamento di ciò che ha vita:tu sei sempre invisibile eppure ti fai vicino all'uomoe cammini con lui; tu sei sempre indicibile e silenzioso eppure la tua parola risuona e si impone a noi Tu sei colui che è inudibile;eppure percepiamo il suono della tua musica; tu sei sempre imprendibile dalle nostre mani eppure sentiamo che ci stringi tra le braccia; tu sei sempre misterioso

    eppure rendi affascinante la nostra esistenza. (Preghiera dei giovani)

     

  • NATALE, TEMPO DI MISERICORDIA

    …il tempo di Avvento non è semplicemente un certo numero di giorni che ci portano diritti al Natale (lo è anche, liturgicamente); piuttosto è attesa di un accadimento che cambi la qualità del nostro tempo e lo renda finalmente “tempo umano”… L’attesa apre il cuore alla speranza e rompe il cerchio del “tempo alienato” in una attitudine materialistica e consumistica che ha tutti convinto della necessità del lavoro frenetico per “far soldi”, per accumulare sempre più beni, da cui verrebbe soltanto la sicurezza: beni materiali da guadagnare, da accrescere, da tenere egoisticamente per sé, senza nessuna partecipazione sociale. Il fatto di trovarsi in emergenza economica, nella transizione di questa crisi finanziaria che sta facendo tremare un po’ tutti, rischia di ingrandire questo ripiegamento su se stessi, approfondendo nell’animo di ogni persona la tendenza sociale alla desolidarizzazione, alla indifferenza del più povero e del più disagiato. Insomma l’egoismo del narcisista e dell’edonista si offende alla sola idea che è necessario per tutti abbassare lo standard di vita, inoltrarsi verso uno sviluppo sostenibile e un commercio equosolidale. In questo vortice, però, il tempo umano si perde e nulla si attende, nemmeno un “futuro migliore”, impantanati come si è nell’attuale presente, preteso eterno.
    Ecco l’importanza dell’Avvento, tempo propizio, kairòs del Dio che “avviene”. L’Avvento chiede che il tempo parli il linguaggio della speranza, dell’utopia: interrompe così la catena egoistica degli affari da proteggere e sviluppa dinamiche opposte, quelle del dono generoso, dell’apertura fraterna, del servizio umile e silenzioso, della carità. L’attesa orienta la direzione del cuore. Si deve attendere, ma non si può “aspettare Godot” (un dio che non giunge mai). La fede cristiana – nel tempo di Avvento – provoca l’attesa dell’uomo a proiettarsi su cose importanti, essenziali, profonde, divine, sulla nascita di un bimbo a Natale. L’Atteso - per i cristiani- ha un nome, Gesù il Salvatore, ha una storia, ha un messaggio di liberazione, di vita, porta una promessa di felicità. Attendiamo perché avvenga la gioia desiderata dal nostro cuore inquieto e attendiamo nelle fatiche di ogni giorno, senza stancarci mai.
    Verrà, verrà, di sicuro verrà. A Natale, verrà, Lui, la Parola del Dio vivente. Verrà a “zittire chiacchiere mie” (C. Rebora) con potenza di una Parola che può dare nuovo gusto al parlare degli uomini. Verrà con la presenza di una Parola fatta carne e si presenterà davanti agli uomini per essere accolta con fede. Già! con una fede cristiana, cioè una fede che Le corrisponda, operosa nella carità. Una fede che non pretenda incontrare la persona stessa del Figlio di Dio – nel piccolo di Betlehem che nasce a Natale -, semplicemente perché vi crede con la testa e non con il cuore, vi aderisce con il sentimento e non con la ragione, si affida con l’intelligenza e non con il corpo, ma piuttosto vi crede con la totalità dell’essere umano e soprattutto vi crede per vivere e per operare.
    … E’ l’uomo che è tutto amore, tutto vicinanza e prossimità, amicizia e solidarietà. Dal Natale in poi, la Sua pro-esistenza rivela l’agape/carità che Dio è dall’eterno e meraviglia gli
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    umani perché “questa umanità” – trasparenza di una presenza personale di Dio – non se ne sta negli abissi dei sottofondi marini, o nel più alto dei cieli, piuttosto abita tra le case della gente, avanza discreta per le strade degli uomini, si insinua nei crocicchi degli emarginati, penetra nelle fessure degli afflitti, si lascia ascoltare nella sordità dei morenti, là dove le tenebre scendono sulla città degli uomini, e non disdegna nemmeno di “sedere alla mensa dei peccatori”.
    Tanto grande e infinita è la misericordia di Dio. D’altronde, questo è l’annuncio e così viene letto l’Evento del Natale, dell’avvicinarsi personale di Dio Padre, nel Figlio, per la potenza dello Spirito santo, agente nel grembo di Maria, il terreno fertile che dona il frutto più grande e più bello: “ha avuto misericordia”. E’ un atto di misericordia, il più grande e il più bello. Il suo messaggero, il Battista, doveva essere così nominato. “Si chiamerà Giovanni”, cioè Jo-hannah (= Dio si è piegato e ha avuto misericordia).
    … La misericordia non è buonismo, anzi presuppone la capacita di indignarsi. Vi scrivevo infatti: “come si può esprimere la compassione di chi ha occhi, orecchi e cuore per vedere il dolore, sentire il gemito, provare una sincera pena spesso impotente? […] indignarsi è la garanzia della stessa misericordia, che si fa grido profetico contro l’ingiustizia proteiforme di Caino: “il sangue di tuo fratello grida verso di me”. Non si indignò Gesù quando dovette riconoscere l’ottusità e la cecità dei suoi fratelli o quando si confrontò con lo strapotere del male in tutte le sue forme degradanti? Indignarsi per il male nel mondo, per il peccato degli uomini, appare come una condizione per poter esercitare la misericordia”. ..

    Mons. Staglianò, vescovo di Noto

  • News Villaggio del Giovane

    Il campo da calcetto è l’ultima struttura sportiva nata al Villaggio del Giovane nel 1989, la prima del suo genere a Castiglion Fiorentino, quando ancora il calcio a 5 era agli albori. Era parroco da un anno p. Vittorio Verchiani, ma l’idea e la realizzazione furono seguite e portate avanti in prima persona da P. Luigi Grazioli e da un gruppo di amici e volontari. Per lunghi anni si è giocato ancora a calcetto, grazie alla cura di fratel Eugenio, ma la struttura era invecchiata e usurata… Aggiungendo ai guasti del tempo anche quelli provocati dai vandali che si sono più volte accaniti contro gli spogliatoi il campetto era divenuto una scelta di ripiego per gli appassionati del calcetto.


    Quest’anno si è finalmente concretizzato il sogno di ridar vita nuova a questo angolo del VDG, con la realizzazione del fondo in erba sintetica, la risistemazione della recinzione e il ripristino di spogliatoi funzionali e decorosi. I lavori si sono conclusi nella scorsa primavera e da subito il campo ha cominciato a funzionare. I mesi estivi hanno visto la palla rotolare ogni giorno sul terreno sintetico, segno che una lacuna era stata colmata e la novità apprezzata.


    Il Consiglio ANSPI Rivaio-Villaggio del Giovane, che ha creduto fortemente nel progetto di risanamento del campetto e che si è impegnato a portarlo a termine, anche grazie al supporto della Parrocchia, si augura che nella stagione invernale, gli appassionati proseguano le loro sfide e la palla continui ancora a rotolare.


    È doveroso ringraziare i volontari che collaborano per la gestione delle prenotazioni, per l’apertura e la chiusura del campo, auspicando anche il contributo di nuove forze e nuove idee per la stagione a venire.

     

    E INTANTO SI PENSA GIA' A PREPARARE IL PROSSIMO VILLAGGIO ROCK

    villaggiorock

  • Ottobre: LA COMUNITA' RIPRENDE IL CAMMINO CON PADRE EMANUELE

    Il saluto di padre Emanuele...

    Rivaio, 10 ottobre 2015

    La Comunità Parrocchiale del Rivaio volta ancora pagina e si appresta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia: l’ottavo. Ce ne sono stati di più lunghi e di più brevi, ma tutti legati alla presenza marista e tutti, dal primo a quello appena concluso, ognuno bello, intenso e partecipato. Di questo ringraziamo i fratelli sacerdoti che ci sono stati guida: Arturo, Luigi, Vittorio, Lorenzo, Antonio e Marcello.
    Proprio un mese fa abbiamo salutato e ringraziato padre Marcello per il cammino degli ultimi tre anni.
    Oggi accogliamo ufficialmente te, padre Emanuele, che hai accolto l’invito a essere guida per la nostra Comunità.
    Sicuramente dobbiamo conoscerci meglio ma fin da questi primi giorni ti abbiamo visto attento, in ascolto e pronto ad affrontare con entusiasmo le sfide che ci stanno davanti, confidando nell’amore del Padre e nell’intercessione della Beata Vergine delle Grazie.
    Vivremo insieme questo Anno Santo della Misericordia, che coincide con il bicentenario della “Promessa” dei primi Maristi, che si consacrarono proprio a rendere visibile nel mondo questa Misericordia con le loro vite.
    Vivremo questa nuova fase con la consapevolezza che sempre più siamo chiamati a muoverci in unità con le comunità cristiane delle altre parrocchie per dare più forza alla testimonianza che dobbiamo rendere in questo tempo e in questo luogo che ci sono assegnati.

    ... e il ringraziamento a padre Marcello

    Rivaio, 10 settembre 2015

    marcelloÈ arrivato il momento, emotivamente forte, di rivolgere il nostro saluto a P. Marcello.
    Vogliamo esprimere qualche pensiero, che non è non di circostanza, perché stiamo provando un’emozione particolare: i nostri animi non sono propriamente in festa, ma non è neanche…..
    Ringraziamo prima di tutto il Padre per questo tempo che ci ha dato di condividere con te.
    E ci ringraziamo tra noi, vicendevolmente, come spesso ci hai invitato a fare nei nostri incontri.
    È stato un tempo breve, ma non una parentesi… Né tu né noi torneremo quelli di tre anni fa.
    Ci siamo lasciati un segno che rimane, siamo cambiati insieme.

    Se ne potrebbero dire tante sul tuo modo di porti come nostra guida. Ognuno può ripensare a quello che ha colto o imparato. Anche tu, venuto da una grande città del nord e dai giri in Europa e nel mondo, hai sperimentato e condiviso le varie dimensioni di questa nostra piccola realtà parrocchiale e cittadina.

    Ricordiamo con riconoscenza alcuni elementi del tuo ministero sacerdotale tra noi, che tanti hanno colto:
    - hai sempre trasmesso un messaggio positivo attraverso le omelie e gli altri interventi, anche nei momenti di sofferenza vissuti in particolare nell’ultimo anno per tua la salute e per la morte del babbo;
    - hai predicato l’amore misericordioso di Dio per noi nonostante i nostri errori,
    - hai incoraggiato a condividere anche il vissuto personale, per gioire insieme e sostenerci l’un l’altro;
    - hai provato a costruire insieme le cose, senza dettare o suggerire, anche a costo di commettere qualche errore (e per un perfezionista come te non è cosa da poco). Ma le poche volte che sei salito “in cattedra” hai dimostrato la tua preparazione e il tuo Spessore. Avresti potuto farlo di più ma hai preferito sempre valorizzare gli altri…
    - Abituati quasi al prete-superman, che sostiene gli altri perché al riparo da tutto, abbiamo imparato che un prete è semplicemente un fratello, con un mandato particolare, ma che come tutti noi non è immune dagli alti e bassi della vita e come e più di chi vive normalmente in famiglia può aver bisogno dell’ incoraggiamento, consolazione e vicinanza degli altri fratelli e sorelle.

    Nel giorno del SS. Nome di Maria, ricorrenza cara a tutta la Società di Maria, invochiamo
    in particolare su di te la protezione l’intercessione della Madonna delle Grazie, perché ti dia forza e serenità per continuare ad essere testimone della Buona Notizia e della misericordia del Padre
    e per affrontare gli incarichi a cui sarai chiamato adesso e in futuro.



    RESOCONTO

    Il Consiglio Pastorale in occasione della celebrazione di saluto a p. Marcello ha promosso una raccolta che ha cercato di coinvolgere tutti. Con il ricavato, circa 1300 euro, sono stati donati a padre Marcello:

    • un I-Pad Air2 Wi-Fi 64mb con cover in pelle e copertura contro rotture accidentali nei primi 2 anni (per chi non se ne intende è una specie di computer portatile)
    • una busta con 300 euro

    Il resto, a cui si è aggiunta qualche offerta raccolta in occasione dell'ingresso di p. Emanuele, è stato consegnato alla Caritas parrocchiale, tolte le spese per l'apparecchiatura e per qualche manifesto.
    GRAZIE A TUTTI !!!
    Padre Marcello e Padre Emanuele, ma anche il Consiglio Pastorale, ringraziano inoltre quanti si sono adoperati per la cura delle due celebrazioni e per l'ottimo e abbondante rinfresco allestito in entrambe le occasioni nel Salone Colin.

  • Passo Cereda 23-29 agosto 2015

    I Giovani della Parrocchia Madonna delle Grazie del Rivaio organizzano

    Campo Estivo 2015

    Passo Cereda

    San Martino di Castrozza - Dolomiti - Trentino

    23 - 29 Agosto 2015

    Beati i puri di cuore perché vedranno Dio

     

    gruppogiovaniI Giovani della parrocchia del Rivaio presentano il Campo Estivo dedicato a tutti i giovani nati negli anni 200 e 2001.

    Introduzione

    Anche quest‟anno i Giovani della parrocchia del Rivaio presentano il Campo Estivo dedicato a tutti i giovani. Il nostro campo estivo è prima di tutto un momento di vacanza, dove al divertimento ed all‟eccezionalità dell‟ambiente montano di alta quota, uniamo spazi di riflessione, preghiera e crescita in gruppo.

    La vita del campo

    Lo stile che proponiamo è quello dell‟amicizia, della vita insieme, del rispetto degli altri e della festa. Gli appuntamenti chiave sono:

    • gite pressoché quotidiane in paesi di montagna e trekking d'alta quota;
    • serate indimenticabili, piene di giochi, scherzi, canti e divertimento;
    • momenti di discussione, di riflessione o di preghiera quotidiani;

    Chiediamo ad ogni partecipante il desiderio e la disponibilità a condividere tutti i momenti del campo per riuscire insieme a trasformare qualche giorno di vacanza in un‟esperienza veramente significativa, che unisca il Gruppo e rimanga fra i ricordi più belli di quest‟estate.

    Le Pale di San Martino, nelle Dolomiti

    Passo Cereda, a 1369 mt. di quota, delimita a sud le splendide Pale di San Martino, ed è incastonato tra il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e il Parco del Paneveggio – Pale di San Martino.
    Le Pale di San Martino, dette anche Dolomiti di Primiero e Gruppo delle Pale, sono il più esteso gruppo delle Dolomiti, con circa 240 km² di estensione. Le Pale sono costituite da dolomia, roccia sedimentaria formata da doppio carbonato di calcio e magnesio, scoperta dal marchese Déodat de Dolomieu nel 1788. L'altopiano delle Pale, situato nel settore centrale del gruppo, si estende per uno spazio di circa 50 km² e costituisce un enorme tavolato vuoto, roccioso e quasi lunare che oscilla tra i 2500 e i 2800 mt. s.l.m.. Esso avrebbe ispirato lo scrittore bellunese Dino Buzzati (grande amante delle vette della catena) nell'ambientazione del suo romanzo Il Deserto dei Tartari.
    La cima più alta, la Vezzana, è alta 3192 mt., e pochi metri più bassa è il Cimon della Pala, noto come il “Cervino delle Dolomiti”. La località più celebre è certamente la vicina San Martino di Castrozza, uno dei luoghi dove è nato il turismo montano, lo sci, e l‟alpinismo, durante le leggendarie conquiste delle cime dolomitiche nell‟ „800.
    Terra di miniere, di lavoro, di commercio, d‟arte, e di foreste dal celebre legname, usato per le galee veneziane e i violini Stradivari, il tutto incorniciato nei fantastici paesaggi delle Dolomiti, montagne uniche al mondo.

    Il tema

    Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” è il tema del campo, lo affronteremo con un libro, una canzone, un film, il Vangelo e… la nostra mente! Un tema guida per discutere, divertirsi, crescere insieme!

     

    Per informazioni:
    Fabio 3388651671 - Francesca 3498634325 - Mariangela 3337556108
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    Una vacanza, un'occasione per crescere, un momento di scambio, un sacco di giochi, una natura incontaminata, una montagna di nuovi amici, un ambiente sano, una sveglia per la nostra anima... E molto altro ancora!
  • Prima prova Coro Bambini: un bel successo! :)

    Circa trenta bambini hanno partecipato con entusiasmo e bravura alla prima prova del coro dei bambini/ragazzi!
    Si sono impegnati e pare si siano anche divertiti!

    Ricordiamo che il coro è aperto a tutti i bambini e ragazzi, quindi fate pure passaparola!

    Appuntamento giovedì dalle 18:15 alle 19:15 al teatrino del Rivaio, non mancate!

     
  • Primi passi di un cammino; tra passato e futuro

    “Il cammino continua, anche se cambiano i compagni di viaggio”. È con queste parole che lo scorso Luglio, P. Marcello vi annunciava la sua partenza e introduceva il mio arrivo. Se questa frase è stata vera per voi e per P. Marcello, è stata altrettanto vera per me e la comunità parrocchiale di Marconia da cui a mia volta mi sono distaccato.
    Anche per me è stato doloroso salutare amici e compagni di viaggio e intraprendere con voi un viaggio che per quanto il Signore mi mostra ha tutti i tratti del non previsto e del nuovo, della sfida e della scoperta. Sgombro il campo da ogni possibile malinteso. Non sono venuto a Castiglioni di mala voglia o per forza. Ho accettato la proposta dei superiori in quanto la richiesta era dettata da una necessità. Ho accettato la responsabilità di parroco facendo un’obbedienza che mi è costata tanto, ed è vero, ma spero sia stata leale, intelligente e pronta come le regole dei Padri Maristi (Cfr. Costituzioni Società di Maria art. 222) richiedono ad ogni marista.
    A farmi superare le iniziali resistenze e paure sono state la fiducia, la speranza e la profezia contenute in alcuni contributi che mi sono giunti da Mons. Giancarlo Maria Bregantini e da Papa Francesco. Mons. Bregantini riferisce circa il suo cambio di sede da Crotone a Campobasso di essere stato rassicurato a sua volta dal Priore della Certosa di Serra San Bruno con le seguenti parole: “Dio obbedisce, a chi sa obbedire a lui”
    Invece nell’omelia a S. Marta il 16 aprile scorso, commentando la prima lettura (At 5,27-33), Papa Francesco ha detto: “Obbedire è avere il coraggio di cambiare strada … Chi obbedisce ha la vita eterna”. Come resistere ancora al Signore dopo aver ricevuto queste parole come doni preziosi? Non mi e restato di dire con il profeta Geremia “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso” (Ger. 20,7a). Con questo mi lascio alle spalle il passato e arrivo al presente!

    Mi si continua a chiedere come mi trovo a Castiglion Fiorentino, cosa penso della nuova comunità parrocchiale. La mia risposta breve e spontanea è che mi trovo bene e che ho trovato molte persone generose, disponibili e responsabili. So di non potermela cavare con queste poche parole.
    La risposta più lunga e articolata cercherò di darla nelle righe che seguono.

    Sono passati già due mesi dal mio ingresso e dall’affidamento del Vescovo, ho incontrato persone i cui volti rimangono più facilmente nella memoria dei loro nomi. Ho incontrato quasi tutte le realtà della parrocchia e sto cercando di conoscere e comprendere, luoghi, abitudini, ricorrenze. Per me è un’esperienza nuova che ha il sapore della scoperta e della sfida.
    Sto apprezzando le ricchezze e le positività di questa comunità parrocchiale e pian piano con il vostro aiuto inizio a conoscere anche i bisogni e le criticità che richiedono una risposta rinnovata e un impegno generoso. Mi sembra che avremmo bisogno di un periodo di discernimento che coinvolgerà il maggior numero di persone che amano e vivono in questa comunità parrocchiale. Sarà necessario ascoltare la gente e al contempo ubbidire allo Spirito e ai suoi sussurri e alle sue indicazioni.
    Operare cambiamenti non è per adesso una mia priorità, ma vorrei continuare ad ascoltare, comprendere e conoscere. Ciò non significa che rimarrò alla finestra a guardare ma cercherò di rispondere all’esigenze più urgenti. Ho cercato inizialmente di prestare più attenzione in questi mesi all’ambito dei giovani, della catechesi dell’iniziazione cristiana e delle famiglie.
    Sto pian piano cercando di assumere il ritmo di vita della comunità parrocchiale, celebrazioni, eventi, ricorrenze, tradizioni e modi fare, cercando di adattarmi piuttosto che sconvolgere le cose.
    Sono cosciente che questo momento di passaggio e di cambio di guida della parrocchia è difficile, o quanto meno faticoso, per molti di voi, soprattutto per chi ha lavorato gomito a gomito con P. Marcello. Spero di non arrecare danno a qualcuno con la mia caratterialità o il mio modo di vedere, pensare e agire. Ho bisogno che mi vengano dette le cose e come si sono svolte nel passato.
    Vi chiedo che questo sia fatto sempre con sincerità e schiettezza. So di poter contare su una cosa che P. Marcello mi ha comunicato fin dai primi momenti in cui ho messo piede a Castiglioni e che lui ha espresso dicendomi: “ti vorranno bene per il solo fatto che sei marista”. So di poter contare su questo e spero di aggiungevi anche qualche altra ragione che faccia incrementare questa benevolenza già abbondante e rassicurante.
    Per adesso mi fermerei qui e concluderei guardando al Natale che è ormai prossimo e al giubileo straordinario della Misericordia che ci sta davanti.

    Vi auguro che posiate lasciarvi toccare e raggiungere dalla grazia, dalla pace e dalla misericordia del Signore Gesù che si è fatto “carne della nostra carne” e ha preso dimora nella nostra umanità.

    Sinceramente e affettuosamente vi giungano gli auguri per le festività natalizie,
    i miei e quelli della comunità dei padri maristi del Rivaio.

    p. Emanuele – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Prossimo Incontro Gruppo Famiglie

    PROSSIMO INCONTRO:

    DOMENICA 19 APRILE
    All'Eremo di San Lorenzo alla Montanina
    ritrovo ore 11:00

    Programma:
    • Pranzo
    • Incontro sul Vangelo di Marco
    • S. Messa
  • Quaresima 2015

    Notizie e Prossimi Appuntamenti

    BENEDIZIONE FAMIGLIE


    PRENOTARSI PER I TURNI DI ADORAZIONE
    N.B. giovedì 19 e venerdì 20 non c’è la Messa delle 8:30 a S.P. Chanel

    CENTRI DI ASCOLTO DELLA PAROLA
    tutti i mercoledì di Quaresima
    CATECHESI ADULTI
    con P. Piero, tutti i martedì di Quaresima, ore 21 - Rivaio

    Domenica 29 marzo ore 17.00 - Cattedrale di Cortona

    STAZIONE QUARESIMALE per la zona pastorale di Cortona-Castiglion Fiorentino presieduta dall’Arcivescovo
    Mons. Riccardo Fontana
    QUARANTORE

    Mercoledì delle ceneri 18/02
    Ore 7:30 e 18:00 al Rivaio
    Ore 21 a S.P. Chanel
    Segue incontro con i cresimandi (III media) e loro genitori

    19-20-21/02
    Ore 10 S. Messa (Rivaio)
    Esposizione del Santissimo fino alle 18

    STAZIONI QUARESIMALI

    Tutti i venerdì alle 18:30
    20/02 Rivaio
    27/02 La Nave
    06/03 Pievuccia
    13/03Pieve di Chio
    20/03 Manciano
    27/03 Brolio
    - - -
    Liturgia Penitenziale
    30/03 Montecchio 21:15
    31/03 Collegiata (Chiesa del Gesù) 18:30
    Riflessione offerta da d. Alessandro Bivignani cappellano della Collegiata
    Come segno di penitenza e carità, verranno raccolte offerte per le iniziative delle Caritas Parrocchiali

    VIA CRUCIS

    Venerdì 20/03
    da S. Antonino a Cozzano
    Venerdì Santo 03/04
    Fino alla Maestà di Mammi per i bambini del catechismo

    Santa Pasqua

    Dom. 05/04

  • Rassegna Corale

    RASSEGNA CORALE in onore della MADONNA DELLE GRAZIE

    SANTUARIO del RIVAIO

    VENERDI' 19 GIUGNO, ore 21

    corigiugno2015

     

     

    • Coro dei bambini della parrocchia

    • Sacro Coro (Arezzo)

    • Coro della parr. dei SS. Pietro e Paolo (Arezzo)

    • Coro parr. S. Maria della Pace (Le Ville)

    • Corale G. Marioti (Castiglion Fiorentino)

     

     

     

    Fiera di beneficenza, per vivere insieme la solidarietà
  • Rassegna Corale

    Tanto pubblico e prestazioni di tutto rispetto per i Cori intervenuti alla rassegna nella nostra parrocchia.

    La serata è iniziata e si è conclusa con il coro dei nostri bambini che hanno cantato con entusiasmo e bravura, così come tutti i loro colleghi "più attempati", incantando il pubblico intervenuto.

    Il rinfresco nel porticato della chiesa è stata la giusta conclusione di questa bella serata.

    Grazie a chi ha partecipato, organizzato e a tutto il pubblico intervenuto.

     
     
  • Risultato fiera di beneficenza

    In occasione della festa patronale dello scorso Giugno, la FIERA DI BENEFICENZA ha fruttato circa € 1600, destinate alla Caritas.

    Grazie a tutti quanti hanno contribuito e a coloro che hanno allestito e curato l’iniziativa con grande dedizione.

  • Sabato 5 Dicembre

    Sabato 5 Dicembre

    La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai,

                                                             bensì nel rialzarci ogni volta che cadiamo” (Confucio)

     

     Vangelo del giorno Matteo 9,35-10,1.6-8

    Preghiera

    Noi viviamo di attese, Signore,attese futili, attese inutili, attese illusorieche si trasformano in delusioni, delusioni che si trasformano in amarezze,che ci trasformano in persone acide e vuote. Vuote, perché cerchiamo altrove la nostra felicità.Fuori da noi, lontano da Te.

    Senza di Te i dubbi sono tanti e le incertezze infinite. Vieni, Signore Gesù noi Ti attendiamo.

    Vieni e scuotici da questo torpore che ci avvolge,Vieni e cambia la nostra esistenza, trasforma la nostra vita, muta la nostra pigrizia in entusiasmo di vivere.La nostra illusione in speranzain un’umanità migliore e un mondo più giusto,la nostra rassegnazione in pazienza attiva e operosa.

    Aiutaci a sperare oltre ogni speranza,donaci la forza di vincere il male con il bene,

    confermaci nei propositi buonisostienici nelle difficoltà di ogni giorno.

    Ti affidiamo le nostre difficoltà,le nostre responsabilità, le nostre ansie,

    non per liberarcene, ma per avere la forza da Te, che sei la risposta alle nostre attese, l’interrogativo alle nostre false certezze, l’uomo-Dio che ci fa andare sempre oltre, sempre più lontano, sempre più in alto,che ci fa essere sempre più.

    Per questo, vieni Signore Gesù.Vieni perché quando arrivi,uomini e donne sono trasformate in persone nuove, persone nuove nel guardare, nel giudicare, nell’operare.

    (Francesco De Luca)

    Meditazione

    Non amo attendere nelle file. Non amo attendere il mio turno. Non amo attendere il treno. Non amo attendere prima di giudicare. Non amo attendere il momento opportuno. Non amo attendere un giorno ancora.Non amo attendere perché non ho tempo e non vivo che nell'istante. D'altronde tu lo sai bene, tutto è fatto per evitarmi l'attesa: gli abbonamenti ai mezzi di trasporto e i self-service, le vendite a credito e i distributori automatici, le foto a sviluppo istantaneo, i telex e i terminali dei computer, la televisione e i radiogiornali. Non ho bisogno di attendere le notizie: sono loro a precedermi.

    Ma tu Dio tu hai scelto di farti attendere il tempo di tutto un Avvento. Perché tu hai fatto dell'attesa lo spazio della conversione, il faccia a faccia con ciò che è nascosto, l'usura che non si usura.

    L'attesa, soltanto l'attesa, l'attesa dell'attesa, l'intimità con l'attesa che è in noi, perché solo l'attesa desta l'attenzione e solo l'attenzione è capace di amare. (Jean Debruyrnne)

  • Un anno di Consiglio Pastorale

    Giusto un anno fa si procedeva al rinnovo del Consiglio Pastorale. Accanto ai “veterani” hanno trovato posto alcuni volti nuovi. A uno di loro abbiamo chiesto un primo bilancio dell’esperienza.

    Il primo anno di Consiglio Pastorale è passato ed è giusto fare un bilancio di cosa si è vissuto.
    Non sapevo cosa aspettarmi e sinceramente nemmeno cosa avrei potuto dare a questo gruppo, non ho mai avuto molta confidenza con la fede vivendo momenti di alti e bassi….tanti dubbi e tante critiche….per cui sono entrato in punta di piedi accettando l’incarico a cui sono stato chiamato con la certezza però di rispettarel’impegno preso e di non viverlo solo da spettatore.
    Da subito mi sono sentito dentro questo gruppo che mi ha saputo accogliere senza giudicarmi, lasciandomi così libero di dire la mia senza timori.
    So di non aver fatto molto ma sento che la mia opinione è stata comunque utile, come quella di tutti gli altri, magari proprio perché a volte diversa.
    Tirando le somme ho trovato nel Consiglio Pastorale un gruppo di persone eterogeneo per sesso, età, estrazione sociale e visione del mondo che va d’accordo, accoglie e non giudica, dove la diversità di ognuno di noi diventa ricchezza per gli altri.
    Mi accorgo che ho appena elencato alcune cose che renderebbero il mondo un posto un po’ più bello su cui vivere…..mica male!

    Nicola Bardelli

  • Un caro ricordo…

    Tra le molte persone che ci hanno lasciato in questi mesi è doveroso ricordarne alcune con particolare affetto e riconoscenza:

    iris IRIS, terziaria marista; collaboratrice nella pastorale fin dai primi anni della parrocchia, soprattutto per il catechismo, la vestizione e la sistemazione dei chierichetti ogni domenica. Preziosa anche la sua abilità di sarta nell’adattamento delle vestine.
    fausto FAUSTO, attentissimo lettore di questo notiziario. Gli siamo debitori soprattutto per la grande sensibilità e l’impegno trasmesso ai figli Fabio e Carlo.
    quintilio QUINTILIO, dal cuore d’oro. Sempre disponibile a prodigarsi per gli altri… quanti piccoli ma grandi servizi resi ai malati nelle case di tutti… con la battuta sempre pronta a rinfrancare il morale. Attivo

     

  • Venerdì 4 Dicembre

    Venerdì 4 Dicembre

    “La conoscenza inizia con la demolizione

                                                                                                             delle illusioni" (E. Fromm)

     

     Vangelo del giorno Matteo 9,27-31

    Preghiera

    Ti stiamo aspettando Gesù.Fa' scendere la tua Parola su di noi.

    Abbiamo tanto bisogno di te. Tocca il nostro cuore, cambia il nostro stile di vita,rendici più generosi, più autentici, più umani.

    Ti stiamo aspettando Gesù.Ti aspetta questa tua parrocchia.Ti aspettano le nostre famiglie e i bambini, i nostri anziani e gli ammalati.

    Vieni presto, Signore Gesù!Non tardare!Aiutaci a condividere tra noi il pane del rispetto e dell'amicizia.Donaci di spezzare con chi è solo il pane di una stretta di una mano; Donaci di donare il pane della fiducia con chi è nella disperazione.Gesù, ti stiamo aspettando.Non tardare.Amen.(Angelo Saporiti)

     

  • VILLAGGIO ROCK 2015

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    Seconda edizione del festival rock per aiutare il "Villaggio del Giovane"

    27 e 28 Giugno 2015

    NON MANCARE!!! :)

    www.villaggiorock.com

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